Ha rilanciato il Monte, ha scalato Mediobanca ma per Lovaglio la poltrona brucia
Occhi puntati su Rocca Salimbeni per la lista del nuovo cda della Banca Monte dei Paschi. Il Corriere della Sera ricorda che Luigi Lovaglio è il manager alla guida del Monte dal 2022, anno della ricapitalizzazione da 2,5 miliardi. Ha rilanciato l’istituto toscano che ha potuto scalare Mediobanca creando il terzo polo bancario italiano. Giovedì scorso ha presentato il piano al 2030 che però è stato accolto con freddezza dal mercato. Secondo alcune voci, sarebbe stato valutato di proporre a Corrado Passera il ruolo di ceo, sebbene l’ex numero uno di Intesa Sanpaolo e poi fondatore e ceo di illimity, presente nell’elenco dei candidati, ha fatto sapere nei giorni scorsi di non volere ruoli operativi. Verrà probabilmente fatto un altro tentativo. Ieri a margine del Congresso Fabi in corso a Milano, Passera si è limitato a dire che su Mps «quando ci sarà qualcosa da commentare la commenteremo».
Alcuni osservatori vedono Fabrizio Palermo, altro nome della lista composta da Korn Ferry, come potenziale candidato al ruolo di ceo. Il mandato alla guida di Acea dell’ex ad di Cassa depositi, che siede nel cda di Generali, scade in primavera. Anche l’ex Unicredit Carlo Vivaldi potrebbe avere le caratteristiche.
Il consiglio vuole dare agli azionisti un’indicazione chiara sul presidente e sull’ad. Senza cioè lasciare le scelte all’assemblea del 15 aprile quando gli azionisti indicheranno le loro preferenze per ogni candidato al secondo giro di votazioni, come previsto dalla Legge Capitali. Le ipotesi circolate su possibili staffette al vertice o mandati a termine non sarebbero dunque più attuali. È probabile che il comitato nomine scriva una lista di venti nomi — scremati dai trenta dell’elenco «lungo» — dando le indicazioni sui candidati che hanno le caratteristiche più idonee per assumere il ruolo di ceo del gruppo bancario. Dopodiché toccherà al consiglio del Monte votare o meno la lista a seconda dei candidati che saranno inseriti.


