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Giustizia, Cottarelli tra dazi e Sì al referendum

Carlo Cottarelli sul Corriere della Sera commenta la sentenza della Corte Suprema americana sui dazi (“esempio di chiarezza, semplicità e concisione”, osserva), la quale avrà “rilevanti conseguenze economiche e politiche, anche se in parte ancora incerte”. “La Corte – sottolinea Cottarelli – ha dichiarato incostituzionali i dazi che Trump ha introdotto ricorrendo a una legge del 1977 (l’Ieepa) che dà al presidente il potere di «regolare … le importazioni» in caso di emergenza. La Corte ha concluso che tale generico termine non può includere l’introduzione di tasse sui contribuenti americani, che, senza una delega esplicita, solo il Congresso può approvare. Il che conferma una cosa ovvia: i dazi sono tasse pagate dagli americani, non soldi che fluiscono dal resto del mondo”. Inoltre, “la Corte Suprema ha ribadito che il presidente, nel suo ruolo di titolare del potere esecutivo ex art.2 della Costituzione, non può interpretare le leggi a suo piacere. Ci sono limiti che deve rispettare. Il vertice del potere giudiziario, nonostante sei dei nove membri della Corte Suprema siano stati nominati da presidenti repubblicani (tre da Trump stesso), ha chiarito quali siano i limiti che non possono essere oltrepassati. Questa riaffermazione della criticità per una democrazia della separazione dei poteri è fondamentale. Ricordiamocelo anche qui in Italia: se certe decisioni dei giudici non piacciono all’esecutivo, non c’è nulla di sbagliato nel dirlo, ma è sbagliato interpretare automaticamente certe scelte che non piacciono come ispirate da motivazioni politiche. Si finisce per minare la credibilità della magistratura che è invece fondamentale per ogni democrazia. A scanso di equivoci, io voterò sì al referendum, ma trovo esagerate certe critiche mosse negli ultimi giorni dal nostro esecutivo al nostro giudiziario, in stile Trump”.

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