Donald schiera l’Armada nel Golfo per piegare l’Iran
Ariel Piccini Warschauer.
Non è più solo diplomazia dei tweet o pressione sanzionatoria. Donald Trump alza la posta nel braccio di ferro con Teheran e ordina il dispiegamento di una seconda forza d’urto navale nel Golfo Persico. Secondo quanto appreso dal New York Times, la USS Gerald Ford — la portaerei più tecnologicamente avanzata del mondo, reduce dalle operazioni nei Caraibi che hanno portato alla cattura di Nicolás Maduro — ha ricevuto l’ordine di far rotta verso il Medio Oriente.
Lì si unirà alla USS Abraham Lincoln, già operativa nella regione da gennaio. Due giganti del mare, con i rispettivi gruppi d’attacco, pronti a trasformare la «fase due» minacciata dal tycoon in una realtà operativa.
L’ultimatum di un mese
Dalla West Wing della Casa Bianca, Trump non usa mezzi termini. «Dobbiamo raggiungere un accordo, altrimenti sarà molto traumatico, molto traumatico», ha scandito durante una conferenza stampa, fissando un orizzonte temporale strettissimo: trenta giorni. Il Presidente punta a un’intesa totale che non riguardi solo il nucleare, ma anche il programma missilistico balistico della Repubblica Islamica dell’Iran: “Parlerò con loro per tutto il tempo che vorranno”, ha aggiunto Trump, “ma se non ci sarà un’intesa, passeremo a una fase molto dura”. Un ottimismo che non sembra contagiare l’alleato storico, Benjamin Netanyahu. Il Primo Ministro israeliano, ricevuto mercoledì a Washington, ha espresso «un certo scetticismo» sulla reale volontà di Teheran di cedere, pur sostenendo la strategia della massima pressione adottata dagli Stati Uniti.
Il precedente del 2025
L’invio simultaneo di due portaerei non è una prima assoluta per l’amministrazione Trump. Già nel marzo 2025, la Harry Truman e la Carl Vinson erano state dispiegate nel Golfo per contrastare le minacce dei ribelli Houthi sostenuti dall’Iran, in un momento di massima tensione nel Mar Rosso.
Oggi, però, il bersaglio è il cuore stesso del potere degli ayatollah. Mentre a Teheran si osservano i quaranta giorni di lutto per le vittime delle proteste interne di gennaio, il Pentagono stringe l’assedio esterno. L’equipaggio della Ford è stato informato ieri della nuova missione: la portaerei non rientrerà a Norfolk prima di fine aprile o inizio maggio.
L’obiettivo di Trump è chiaro: forzare la mano ai negoziatori iraniani a Oman e in Turchia, mostrando che l’«Armada» americana è pronta a colpire se il tavolo delle trattative dovesse saltare.





