Dissesto idrogeologico, la più importante opera pubblica
Massimo Serafini sul Manifesto sottolinea le conseguenze del tifone Harry su Sardegna, Calabria e Sicilia: “Il copione è il solito: i presidenti delle tre regioni – scrive l’editorialista – chiedono soldi in nome dell’emergenza e il governo Meloni promette di darglieli ovviamente per riparare i danni. Oltre a Tifone deve essere sconosciuto a questo governo anche il verbo ‘prevenire’ che come tutte e tutti sanno è meglio di riparare. Ad esempio come è possibile che nessuno sapesse che la montagna su cui stava Niscemi franava? Più si guarda a fondo e più si individuano le responsabilità: di una classe dirigente che sta facendo un nuovo condono edilizio, che come si sa è puro veleno per un territorio; la stessa che giuliva vuol dilapidare soldi pubblici per costruire un ponte che unisca Calabria e Sicilia, due territori fragili e a rischio. Ovviamente è partito il chiacchiericcio di autorevoli personaggi dei salotti televisivi i quali parlano, spesso a sproposito, di dissesto idrogeologico. Per questa classe dominante è complicato, se non impopolare, legare la novità del tifone, la possibilità che si ripeta e il cambiamento climatico, perché ne nega l’esistenza per rinviare ogni azione per fermarlo. Non più tardi di una settimana fa – ricorda Serafini – Meloni e Merz, rispettivamente i presidenti del consiglio di Italia e Germania, manifestavano il loro giubilo per aver reso la transizione ecologica meno ideologica, parola magica per dire che si continuerà a non far nulla né per adattarsi né per mitigare il cambiamento climatico. Guardo sconsolato il bilancio dello stato e mi chiedo dove siano le risorse per mettere al lavoro centinaia di migliaia di persone per sorvegliare, progettare, rigenerare scoprire le nostre città e i loro territori. C’è da chiedersi in quale buco nero sia finita la coscienza di una classe dirigente che dà risorse per armi per inseguire una crescita senza benessere e le nega per offrire una prosperità collettiva: educazione, salute, ricerca, cultura, aria pulita, acqua di qualità, terra non più in dissesto e quindi sicura. Si sa è una ricerca inutile, quelle risorse non ci sono. Poche righe per l’opposizione che a sua volta latita sul cambiamento climatico: assumetevi la responsabilità di riportarlo al centro del dibattito e dello scontro politico se non altro per fare capire alle italiane e agli italiani che il dissesto idrogeologico è la più importante opera pubblica di cui ha bisogno questo paese”.






