Dazi Usa bocciati, quali conseguenze ci saranno
La Repubblica commenta la vicenda dei dazi bocciati dalla Corte suprema americana. Scrive: “Un colpo durissimo, e non solo alla politica economica di Donald Trump, in un angolo a schiumare rabbia come dopo una Waterloo. Perché i dazi globali, bocciati oggi dalla Corte suprema americana, sono stati il maglio con cui il presidente Usa ha percosso i paesi non allineati con le sue direttive, spesso illogiche quando non improvvide; provvedimenti sbandierati, minacciati, eseguiti, ritoccati, cancellati, a seconda delle convenienze del momento. Un uso assolutamente spregiudicato delle tariffe come mannaia da calare o ritorsione da attuare, una prova muscolare anche contro gli stessi alleati europei, senza prospettiva alcuna oltre l’orizzonte del tornaconto personale”.
”I dazi – prosegue il giornale – sono stati cassati dal massimo organo giudiziario americano con il voto di sei giudici contro tre. Secondo la Corte, il presidente non poteva utilizzare i suoi poteri ma sarebbe stata necessaria una decisione del Congresso. Tre giudici conservatori (due dei quali nominati da Trump) hanno “tradito” la Casa Bianca e votato con i tre liberal della Corte, saldando una insolita maggioranza. “Una vergogna”, ha commentato il tycoon, che ha detto già di avere un piano B per portare avanti il suo disegno. La decisione non riguarda tutti i dazi, lasciando in vigore quelli che Trump ha imposto su acciaio e alluminio utilizzando leggi diverse, ma li ribalta in due categorie. Una è quella delle tariffe paese per paese o reciproci, che vanno dal 34% per la Cina a un livello di base del 10%. L’altra riguarda invece l’imposta doganale del 25% che Trump ha imposto su alcuni beni provenienti da Canada, Cina e Messico per quella che l’amministrazione ha definito la loro incapacità di frenare il flusso di fentanyl, la droga killer che sta infestando l’America. Le ripercussioni potrebbero essere molto gravose per le casse degli States. Come ha scritto nell’opinione di dissenso Brett Kavanaugh, giudice conservatore che ha votato per mantenere i dazi, la decisione genererà gravi conseguenze pratiche nel prossimo futuro. Il governo infatti potrebbe dover rimborsare oltre 175 miliardi di dollari agli importatori, secondo una stima elaborata da gruppo di ricerca fiscale dell’università della Pennsylvania”.





