Da sinistra ma non solo levata di scudi contro il blitz di Trump in Venezuela
Maduro era a capo della dittatura comunista di Caracas, andato al potere con un golpe e mai riconosciuto dai Paesi Ue oltre che dagli Usa – scrive Paola Sacchi su Startmag – ma nonostante questo dal Pd, surclassato anche stavolta dai pentastellati “maduriani” da sempre, di Elly Schlein, pur condannando “i gravi reati” del dittatore del Venezuela, da Avs di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, oltre che dai Cinque Stelle di Giuseppe Conte (nella foto) viene una levata di scudi contro il blitz di Donald Trump, una difesa “della sovranità” del Venezuela da far passare in secondo piano la condanna per Maduro da parte di Schlein che appare quasi come una formula di rito.
L’attacco a Trump accusato di aver “violato il diritto internazionale” è tale da isolare la sinistra italiana da leader europei come Macron e Starmer che di destra non sono – osserva Sacchi -. Il presidente francese celebra addirittura la cattura di Maduro e il premier britannico assicura che non verserà una lacrima per lui, mentre la nostra sinistra, che a questo punto appare la più “maduriana” del mondo, si straccia le vesti e chiede al solito al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e alla premier Giorgia Meloni di riferire immediatamente in parlamento.
“L’Ucraina, l’Europa, noi, stiamo già imparando cosa significa vivere in un mondo così. Non è una lezione astratta. È l’eco che non smette di risuonare nel nostro dibattito pubblico, e che continua a ricordarci, ancora troppo inascoltato, che quando il diritto arretra lo spazio non resta vuoto: lo occupa qualcun altro. Con i missili, o con le catene” è il commento della direttrice de La Nazione Agnese Pini. Quando si passa dalla forza del diritto al diritto della forza siamo già con un piede e mezzo nel baratro.






