#POLITICA #ULTIME NOTIZIE

Da Marina Berlusconi il “Sì” che blinda il governo e scuote la giustizia

Ariel Piccini Warschauer.

Non è solo un’intervista. È un segnale di fumo, chiaro e azzurro, che si leva da Arcore e Milano per ricordare a tutti che la famiglia Berlusconi non solo c’è, ma ha le idee chiarissime sul futuro dell’Italia. Marina Berlusconi, dalle colonne del Corriere, firma oggi quello che a tutti gli effetti appare come un patto d’acciaio con Palazzo Chigi e un mandato di fiducia pieno ad Antonio Tajani.

«Tifo per l’oro»

Il passaggio che più scalda i cuori della maggioranza è quell’investitura diretta a Giorgia Meloni: «Tifo per l’oro per Meloni. Se vince lei, vince il Paese». Parole che pesano come pietre e che spazzano via mesi di retroscena giornalistici su presunti freddi tra la “Cavaliera” e la Premier. Marina Berlusconi ragiona da imprenditrice e da patriota: la stabilità non è un lusso, è la condizione necessaria per non scivolare nel baratro, specialmente con un contesto internazionale che vede l’Europa stretta tra venti di guerra e incertezze d’Oltreoceano.

Il mandato a Tajani: continuità e futuro

C’è poi il capitolo Forza Italia. Marina blinda Antonio Tajani, esprimendogli «gratitudine e apprezzamento». Tajani è stato il custode dell’eredità del Cavaliere nel momento del dolore, ma ora la sfida cambia. Marina invita il partito ad «aprire una nuova fase». Non è una bocciatura, ma uno sprone: Forza Italia deve tornare a essere il motore liberale del Paese, il luogo dove il coraggio si sposa con la competenza. «Il destino del partito è nelle mani del partito», dice, ribadendo la sua scelta di restare alla guida dell’impero industriale di famiglia, ma senza rinunciare al ruolo di bussola valoriale.

Giustizia: l’ora del riscatto

Ma è sulla giustizia che Marina Berlusconi affonda il colpo più duro, quello che profuma di battaglie storiche mai sopite. In vista dei referendum del 22-23 marzo, la presidente di Fininvest annuncia il suo «Sì» convinto:

• Basta correnti

Definisce il CSM un «vergognoso mercato di nomine», un bazar dove le carriere si decidono a tavolino.

• Separazione delle carriere: Per Marina Berlusconi è l’unico modo per spezzare quel «giogo che soffoca tutti», garantendo finalmente la terzietà del giudice.

È una chiamata alle armi per il popolo liberale. Non per vendetta, ma per giustizia. Quella con la “G” maiuscola che Silvio Berlusconi ha sognato per trent’anni.

I diritti e l’orgoglio

Non manca una stoccata liberale sui diritti civili, dove Marina si conferma voce fuori dal coro, chiedendo «più coraggio» perché la famiglia non sia «ingabbiata in schemi standard». È la sintesi perfetta del berlusconismo moderno: fedeltà alle radici, pragmatismo economico e uno sguardo laico e aperto sul mondo che cambia.

Oggi, con questa intervista, Marina Berlusconi non ha parlato solo ai suoi dipendenti o ai suoi elettori. Ha parlato all’Italia che produce, che spera e che non vuole più restare ferma. Il messaggio è arrivato a destinazione: il “tifo per l’oro” è appena iniziato

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti