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Cazzola senza tentennamenti, al referendum voterà Sì

Giuliano Cazzola ha una lunga esperienza di sindacalista e da qualche tempo esprime su giornali e riviste il suo pensiero su vari temi dell’attualità politica. Sulla rivista Il Mulino si è occupato del referendum sulla giustizia. La sua posizione è chiara: “Voterò “Sì”, perché la riforma Nordio non si limita a definire un rapporto più equilibrato tra le parti del processo e tra di loro e il giudice terzo e imparziale (articolo 111 Cost.) ma, diversamente dalle critiche che le sono rivolte, valorizza la figura del pubblico ministero – ancorché distinta nella carriera da quella del giudice – che è meglio garantita nell’indipendenza e nell’autonomia da una norma di rango costituzionale. La nuova versione dell’articolo 104 Cost., riferendosi in modo specifico ai magistrati “sia requirenti sia giudicanti, introduce infatti una garanzia rafforzata rispetto al testo del 1948, il quale (all’ultimo comma dell’articolo 107) affidò alla legge ordinaria, e non alla legge costituzionale (come nel nuovo testo), le guarentigie per assicurare forme e modi dell’indipendenza del pubblico ministero. L’articolo 107 Cost. (ultimo comma) si limita a sancire che “il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull’ordinamento giudiziario” (ovvero da una legge ordinaria)”.

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