Cautela a Rocca Salimbeni sulla posizione dell’ad Lovaglio per i rischi di contenzioso
Situazione ingarbugliata al Monte dei Paschi che deve decidere sul destino di Luigi Lovaglio (nella foto). E Businesspeople scrive che il Consiglio di amministrazione di Banca Mps prende tempo. Dopo tre riunioni consecutive, il nodo sulla posizione dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio resta ancora aperto. Non per mancanza di opzioni, ma per la complessità del caso.
La decisione non arriva perché il dossier si è trasformato in una questione sempre più tecnica e delicata, sul piano legale e regolatorio. Il confronto interno si è progressivamente spostato dal piano politico a quello giuridico. Il board ha richiesto più pareri legali e ha aperto un’interlocuzione con la Bce, nel tentativo di definire un perimetro d’azione solido.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, le valutazioni in corso hanno portato a rinviare ancora la decisione per approfondire tutti i profili tecnici e normativi. Il punto centrale è evitare passi che possano esporre la banca a contenziosi o criticità regolatorie. In gioco non c’è solo la posizione del manager, ma anche la stabilità operativa dell’istituto a poche settimane dall’assemblea del 15 aprile.
Le opzioni restano sul tavolo, ma tutte presentano complessità. Si va dal ritiro delle deleghe fino alla possibile sospensione dal ruolo di direttore generale, una misura più incisiva e delicata. Il tema, come evidenziato da La Stampa, è legato anche al venir meno del rapporto fiduciario e ai possibili profili di conflitto di interessi, lealtà e trasparenza.
Proprio per questo il Consiglio si muove con cautela: ogni decisione deve essere sostenuta da basi legali solide, anche alla luce delle norme di vigilanza e delle implicazioni sul piano reputazionale.
Intanto nella lista del cda in vista dell’assemblea del 15 aprile è indicato Fabrizio Palermo come candidato al ruolo di amministratore delegato.
La lista che sostiene Lovaglio ha aperto “una nuova ipotesi di formazione della governance, sulla cui effettiva praticabilità e accettabilità nutro più di qualche dubbio. Resta da capire quale sarà l’orientamento della vigilanza Bce, soprattutto alla luce dell’attenzione crescente non solo sui statici di esperienza, professionalità e idoneità, ma anche sui processi dinamici di formazione della lista”. Lo spiega all’AdnKronos Angelo De Mattia, analista economico, editorialista ed ex Bankitalia.





