Castelletto, nello stesso borgo vissero i due grandi scienziati Paolo Mascagni e Giulio Chiarugi
Stefano Bisi.
Pensate, nello stesso paese di poche anime sono cresciuti due uomini che hanno fatto la storia della scienza: Paolo Mascagni e Giulio Chiarugi. Il luogo si chiama Castelletto ed è nel comune di Chiusdino in provincia di Siena. Da qualche anno si chiama Castelletto Mascagni, in onore allo scienziato che era nato a Pomarance nel 1755 da genitori di Castelletto e qui morì nel 1815. La casa dove visse è abbandonata e la sua condizione fatiscente è stato riportata agli onori della cronaca dal Corriere di Siena. Era una villa imponente con archi in travertino e stemmi scolpiti, simbolo di prestigio e potere. Tra queste mura visse e morì uno dei più illustri anatomisti italiani del Settecento, Paolo Mascagni, le cui illustrazioni anatomiche sono conservate all’interno del Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici. Morì qui, a 65 anni, lasciando al borgo un’aura di memoria colta e malinconica. Ma nello stesso paese nacque Giulio Chiarugi (28 gennaio 1859) che poi morì a Firenze il 17 marzo 1944, pure lui anatomista.
Figlio di Pietro ed Elisa del Puglia, dopo aver frequentato i primi quattro anni della facoltà di medicina a Siena, si trasferì a Torino, presso la cui università si laureò nel 1882. Tornato a Siena, entrò a far parte dell’Istituto di anatomia dell’ateneo senese e nel 1888 ne divenne direttore. Nel 1890 si trasferì all’Istituto di Anatomia umana di Firenze, dove rimase ininterrottamente anche dopo il pensionamento (nel 1934). Fu preside della facoltà di medicina e chirurgia per 32 anni, dall’anno accademico 1891–1892 al 1923–1924, e in seguito, ma solo per un anno, primo rettore dell’università di Firenze. Negli anni dal 1900 fino al pensionamento si dedicò anche all’insegnamento di anatomia pittorica presso l’Accademia di belle arti di Firenze.
Eletto al Parlamento italiano nelle file radicali nel 1900 nel collegio di Siena, fu poi consigliere comunale di Firenze e infine sindaco della città, nel biennio 1909–1910, sostenuto dal blocco democratico-socialista.
Sia Paolo Mascagni che Giulio Chiarugi erano massoni.





