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Capitale umano, ancora più attenzione nel settore del credito

Si registra un cambiamento strutturale che ridefinisce il ruolo del capitale umano nel settore del credito. UniCredit ha siglato con le organizzazioni sindacali un’intesa innovativa che supera il tradizionale ricorso al Fondo di Solidarietà per concentrarsi su occupazione, riqualificazione professionale e responsabilità sociale.

L’accordo, che coinvolge FABI, FIRST, FISAC, UILCA e UNISIN, si inserisce nella governance avviata dall’Amministratore Delegato Andrea Orcel, finalizzata a riportare il cliente al centro del modello operativo. I numeri testimoniano una trasformazione radicale: in quattro anni, UniCredit ha invertito il rapporto tra funzioni centrali e rete commerciale. Se in precedenza la maggioranza della forza lavoro (52%) era impiegata nel back-office, oggi il 70% delle risorse è schierato in front-line. Questo ribaltamento è stato reso possibile dall’automazione e dall’accentramento dei processi che hanno liberato tempo operativo equivalente a 2.500 persone, ora rifocalizzate esclusivamente sulla relazione con la clientela.

Sul fronte delle relazioni industriali viene introdotto lo strumento della “contrattazione d’anticipo” attraverso un Comitato permanente dedicato al dialogo e alla semplificazione delle procedure. Come sottolineato da Ilaria Dalla Riva, Responsabile People & Culture Italia (nella foto), l’approccio costruttivo con i sindacati permette alla banca di valorizzare il capitale umano come asset strategico, garantendo al contempo un modello multicanale, dalle filiali fisiche all’App e Buddy, sempre più vicino alle comunità. L’intesa guarda anche al lungo periodo, aprendo la possibilità per 1.300 dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici entro il 2031 di manifestare interesse per futuri piani di esodo incentivato.

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