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Capitale italiana della Cultura 2028, tra le finaliste Colle di Val d’Elsa e Massa ma stupore per l’assenza di Fiesole

A correre per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 saranno Anagni, Ancona, Catania, Colle Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. La decisione è stata annunciata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli (nella foto). “Essere nella short list – commenta con entusiasmo il sindaco di Colle di Val d’Elsa Piero Pii – è una notizia che ci rende profondamente orgogliosi. È un riconoscimento importante per una città come Colle di Val d’Elsa, che pur nelle sue dimensioni ha dimostrato di saper esprimere idee, progettualità e una visione capace di parlare a livello nazionale. Questo risultato appartiene a tutta la comunità colligiana”.

“La presenza di Colle di Val d’Elsa e Massa tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 è una straordinaria conferma della vitalità culturale della Toscana e della qualità dei progetti presentati” Così l’assessora  alla cultura Cristina Manetti commenta la decisione della Giuria per la selezione della città ‘Capitale italiana della cultura’ 2028 che ha individuato i dieci progetti finalisti che concorreranno per aggiudicarsi il titolo.

“I due progetti ‘Colle28. Per tutti, dappertutto’  e ‘La luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane  incontrano la storia’ raccontano territori capaci di innovare, includere e valorizzare identità e paesaggio. I miei complimenti – ha aggiunto Manetti- vanno a tutte le persone che hanno lavorato alla scrittura di questi due programmi, frutto di visione, competenza e profondo legame con le comunità locali. È motivo di orgoglio vedere ancora una volta la Toscana protagonista a livello nazionale”

Manetti sottolinea però stupore per l’assenza di Fiesole dall’elenco dei finalisti: “Non posso però nascondere il forte rammarico per l’esclusione di Fiesole, una città di straordinario valore storico, culturale e simbolico, il cui progetto avrebbe meritato di arrivare fino in fondo a questa selezione. Il percorso intrapreso resta comunque importante e rappresenta una base solida per il futuro. La Regione Toscana continuerà a sostenere tutte le realtà che investono nella cultura come leva di crescita, coesione e sviluppo”.

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