Campagna referendaria, la buona educazione è la grande assente
Nella campagna elettorale per il referendum sulla giustizia manca la buona educazione. Sul Corriere della Sera Antonio Polito commenta l’intervento di Sergio Mattarella alla riunione del Csm. “Un modo per dire: basta litigare, mettiamo fine alle polemiche, e rispettiamo ciascuno i propri ruoli. Ce n’era bisogno. Si era superato il limite. È molto chiaro il primo destinatario del rimprovero: il governo, alias il ministro di Giustizia Nordio, il quale qualche giorno fa aveva parlato di un ‘sistema para-mafioso’ imposto dalle correnti nel Csm. Senza far nomi, Mattarella (che per Costituzione presiede quell’organo, e che ha avuto un fratello ucciso dalla mafia) ha spiegato perché, per la prima volta in undici anni, abbia partecipato ai lavori ordinari del Consiglio: ‘Per ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione’. La quale, ha ricordato, ha un ‘ruolo di rilievo costituzionale’. Manca ancora un mese al referendum sulla riforma che separa le carriere di giudici e pm, e che perciò duplica l’organo di autogoverno della magistratura. Eppure, per la violenza verbale e l’esagerazione degli argomenti, sembra di stare a poche ore dal voto. Se si continua, così come finirà? si sarà chiesto Mattarella. Il suo intervento ha dunque anche il senso di un’ammonizione (per restare nella metafora calcistica) a inizio partita. In modo che tutti capiscano che devono darsi una calmata. Un effetto l’ha già avuto: Nordio ha annunciato che si ‘adeguerà’ al richiamo del Presidente. Ma gli altri? Ogni appello alla moderazione, lo so, può apparire oggi un anacronistico richiamo alle regole della buona educazione: siamo troppo assuefatti alla logica belluina dei social per sperare in un civile confronto di idee. Ma invece è davvero un peccato mortale, una grande colpa, un danno arrecato alla democrazia stessa, questa deriva truculenta del dibattito referendario, questa ‘reductio ad Hitlerum’ delle posizioni dell’avversario, per cui in ogni referendum la proposta di riforma non conta nulla, e conta solo demonizzare chi la propone come il male assoluto”.





