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Bufera alla Biennale di Venezia, Giuli non scherza e manda gli ispettori

S arrivati gli ispettori del ministero della Cultura alla Biennale di Venezia, scrive il Quotidiano Nazionale, su cui adesso si allunga inesorabile l’ombra del commissariamento a seguito dalla presenza alla prossima Esposizione Arte, al via il 9 maggio, del Padiglione russo, considerato “incompatibile” con lo stato delle relazioni diplomatiche dei Paesi europei dopo l’attacco all’Ucraina e le mai mitigate intemperanze culturali che hanno portato a bandire l’arte e lo sport russi. Come sancisce anche il commissario Ue alla cultura Glenn Micallef, quando annuncia il boicottaggio della propria presenza alla Biennale Arte e l’intenzione di ritirare il contributo europeo.

L’arrivo degli ispettori negli uffici della Biennale sancisce la rottura definitiva in seno al mondo culturale di destra tra l’impegno del ministro Alessandro Giuli (nella foto) a sostenere la risoluta posizione anti-russa dell’Italia sull’invasione dell’Ucraina – sostenuta con vigore dalla presidenza della Repubblica, del Consiglio e quasi tutto l’arco parlamentare, eccetto Lega e M5s – e quello del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, risoluto invece a tirare diritto per la strada dell’esposizione senza censura delle altre culture, senza venir meno al “rispetto delle norme” e l’osservanza “delle leggi nazionali e internazionali vigenti”, come ha ribadito ancora ieri la Fondazione Biennale.

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