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Biffo sì Biffo no, a Prato le candidature a sindaco del centrosinistra e del centrodestra dipendono da Biffoni

A Prato ruota tutto attorno a Matteo Biffoni (nella foto), il presidente della commissione regionale della sanità che il braccio destro di Elly Schlein, il deputato Marco Furfaro, vorrebbe candidato sindaco. L’interessato nicchia perché il sindaco lo ha già fatto per due mandati e in Regione è stato eletto con 22mila preferenze e non vorrebbe tradirli ma se gli sarà proposta l’incoronazione difficile che dica no.

Dalla sua candidatura dipende la scelta del centrodestra: se Biffoni si presenta toccherà all’azzurra Rita Pieri, donna di scuola e di esperienza, fronteggiarlo in un’impresa molto ardua; se Il Biffo, come lo chiamano a Prato, sceglierà di restare in Regione il centrodestra potrebbe affidarsi a Chiara La Porta di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni non vuole che gli venga attribuita l’eventuale sconfitta di Prato e quindi indicherà un suo candidato solo se Biffoni non si presenterà. Ma anche Forza Italia non vuole prendersi il peso della sconfitta.

Ma il tempo stringe perché i pratesi andranno alle urne il 24 e 25 maggio. E se Matteo resta in Regione chi indicherà il centrosinistra? Il nome più gettonato è quello dell’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti, pratese. Toccherà a lei prendere in mano le sorti del comune di Prato dopo le dimissioni forzate della sindaca piddina Ilaria Bugetti?

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