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Arcivescovo e rabbino, un dialogo attorno a Sacks

Da una parte l’arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli. Dall’altra il rabbino capo della città, Gadi Piperno. Un intenso dialogo tra i due esponenti religiosi ha animato la presentazione fiorentina della collana Alleanza e conversazione (ed Giuntina) dedicata ai commenti della Torah da parte del rabbino inglese Jonathan Sacks (1948-2020).
La presentazione, svoltasi alla Giunti Odeon di piazza Strozzi, è stata inaugurata da un saluto della sindaca Sara Funaro ed è proseguita con un’introduzione dell’editore Shulim Vogelmann – l’operazione editoriale di Giuntina è realizzata in collaborazione con il Progetto per la traduzione in italiano del Talmud babilonese –  su «quattro aspetti fondamentali» del magistero di Sacks: la consapevolezza che «se si interroga il testo in modo positivo, questo risponde»; la speranza «come visione quotidiana»; l’assenza di paura «nell’aprirsi e nel ricevere dagli altri»; la leva, magistralmente usata, della comunicazione. Gambelli ha citato la parashah di Itrò per soffermarsi, partendo da quella vicenda, sullo sforzo di «riappacificazione» con lo straniero e con il nemico, mentre Piperno ha parlato dell’equilibrio tra giustizia e pace e dell’importanza di una «mediazione» per bilanciare i due aspetti. Entrambi hanno poi tratteggiato il concetto cabalistico di Tzimtzum, la ritrazione divina che avrebbe lasciato spazio all’uomo e al libero arbitrio. È stata poi citata la figura di Rachel Goldberg-Polin, la madre dell’ex ostaggio israeliano Hersh, assassinato da Hamas a Gaza nell’estate del 2024. Lei e il marito Jon hanno raccontato di aver attinto dagli insegnamenti di Sacks la forza spirituale per affrontare questa terribile prova e perseguire al tempo stesso la speranza di un futuro di pace.

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