Alò Beppe Sugar, gli aretini in fibrillazione per la discesa in campo di Angiolini
In Piazza Grande ad Arezzo in un capannello esce una battuta: “Alò, a queste elezioni ce so più candidati che abitanti. Anche Beppe dello Sciugar ce se mette. Io ie dò il voto”. Una battuta sintetizza il quadro politico aretino dopo l’annuncio “dirompente di Beppe Angiolini, il re della moda aretina e fondatore della storica boutique Sugar, che ha scosso dalle fondamenta il già fragile scacchiere politico in vista delle elezioni del 24 maggio per Palazzo Cavallo” scrive La Nazione.
Il giornale racconta: “Con una mossa a sorpresa, affidata a una lettera aperta che esordisce con un accorato e diretto «Cari aretini…», l’imprenditore ha svelato la sua intenzione di candidarsi a sindaco. Ha definito la sua una proposta civica e aperta a tutti, sottolineando come, al pari della moda, anche in politica contino i contenuti e le visioni piuttosto che i colori di appartenenza. Le reazioni non si sono fatte attendere e le due principali coalizioni sono entrate in una fase di fibrillazione acuta, costrette a rivedere in fretta strategie ormai delineate. Il vice sindaco uscente Lucia Tanti ha accolto la notizia con calore: «Quando un uomo di successo si mette in gioco per la propria città è sempre una bella notizia. Conosco Beppe da anni e provo per lui stima e affetto. Vedremo dove la strada della politica porterà lui, me e altri, ma è certo che io per Angiolini ho un sentimento di grande e vera considerazione e amicizia». Nel centrodestra, la discesa in campo di Beppe Sugar è piombata proprio in un momento di stallo. Da settimane la coalizione si dibatteva sull’ipotesi di Marcello Comanducci, irremovibile sulla sua richiesta di un ticket con l’ex vice sindaco Gamurrini: forzatura mal digerita dai partiti. La discesa in campo dell’imprenditore della moda offre improvvisamente una via d’uscita, la potenziale figura di un Mister X espressione della società civile di successo, capace di allargare i confini dell’alleanza e rassicurare l’elettorato. Dietro le quinte, i telefoni dei leader del centrodestra sono diventati roventi, cercando di sondare il terreno per capire se la candidatura civica di Angiolini possa trovare una convergenza con il perimetro della maggioranza. Dall’altra parte della barricata, nel centrosinistra, l’effetto Angiolini è stato altrettanto deflagrante, facendo saltare i piani a un tavolo già traballante. Il campo largo a trazione Partito democratico stava faticosamente cercando una quadra interna. Incassato il «no, grazie» di Marco Donati alle primarie per ricucire con l’ala civica, i dem sembravano pronti a forzare la mano per chiudere sul nome del consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli, accantonando le ipotesi di figure super partes come Franco Vaccari. L’irruzione del patron di Sugar, però, spariglia le carte: la sua figura innovativa e attrattiva per la borghesia produttiva cittadina rischia di erodere proprio quel bacino di voti al centro che il Pd sperava di riconquistare. I vertici del centrosinistra si sono trovati costretti a tirare il freno a mano, congelando gli annunci ufficiali per metabolizzare il nuovo scenario e tentare un potenziale e clamoroso aggancio”.
Prosegue il quotidiano: “In mezzo a questi due grandi fuochi ci sono le forze puramente civiche, a partire proprio dalla rete allestita da Marco Donati. Una candidatura di peso come quella di Angiolini, totalmente svincolata dalle segreterie di partito e focalizzata su un programma ambizioso per fare di Arezzo una capitale europea della cultura e un hub per i giovani e le nuove tecnologie, finisce per affollare il centro dello schieramento politico, contendendo lo stesso elettorato in cerca di un’alternativa alle coalizioni tradizionali. Nel frattempo, il candidato Michele Menchetti con la sua Lista Indipendente Per Arezzo stasera alle ore 20.45 è al Centro di aggregazione sociale di via Malpighi per parlare di case popolari. Ciò che è certo è che la scheggia impazzita Angiolini ha costretto tutti i partiti a rimettere in discussione le proprie certezze, trasformando la corsa elettorale in un complesso gioco di posizionamenti tutto da scrivere”.
Alò, se principia.


