Albert Einstein fiorentino, in un libro il rapporto dello scienziato con la città
Albert Einstein fiorentino? Senza esagerare ma lo scienziato ebbe con Firenze un rapporto intenso. Lo raccontano in un libro Valeria Rondoni e Paolo Bulletti (Albert Einstein e Firenze, Angelo Pontecorboli editore).
Il 18 ottobre del 1921 Einstein arriva a Firenze, dove lo aspettano a braccia aperte la sorella Maja col marito Paul, che avevano scelto la città come loro dimora. Il suo animo sensibile a ogni tipo di bellezza ne rimane incantato, tanto da fargli affermare, in anni successivi: “Io mi sento mezzo ebbro quando mi limito a immaginare il cielo, le colline e i palazzi di Firenze”, parole che sintetizzano un legame con la città durato tutta la vita.
In quei giorni potrà coltivare anche la sua seconda passione dopo la scienza, la musica. Viaggiava sempre in compagnia del suo violino, che suonerà anche sulla collina di Fiesole. L’Italia lo ha onorato e amato anche in tempi molto difficili per uno scienziato del suo rango ma ebreo. Il libro ripercorre le vicende di Einstein e dei suoi familiari in terra Toscana, evidenziando anche i contatti della famiglia Einstein con Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi; egli infatti ebbe come paziente Luce, figlia di Caterina Mazzetti e Robert Einstein, cugino di Albert. Caterina e le figlie Luce e Cicì vennero uccise dai nazisti a Rignano sull’Arno il 3 agosto 1944.
Il legame di Einstein con Firenze fu dunque a un tempo importante e doloroso.





