A Prato va in onda lo scontro Biagioni-Biffoni all’interno del Pd
“Oggi è il giorno zero del Pd pratese. Ci lasciamo alle spalle un periodo difficile riportando al centro i temi e soprattutto un metodo che vede protagonisti iscritti ed elettori”. Così il segretario uscente del Pd provinciale, Marco Biagioni, ha sintetizzato il percorso di Ri-Generazione, arrivato a conclusione ieri al circolo Cherubini di Grignano. Tre settimane intense, oltre mille persone coinvolte in 25 assemblee territoriali che hanno messo al centro i temi – dalla salute, allo sport, alla diritto alla casa – per arrivare al documento politico approvato ieri all’unanimità “e che sarà alla base del confronto con le forze progressiste in vista delle prossime elezioni amministrative“.
Ad aprire l’assemblea a Grignano il segretario Marco Biagioni. “La base del partito – le parole di Biagioni – chiede di andare avanti rafforzando la linea politica di questi anni. Nei prossimi giorni rimetterò il mio mandato da segretario all’assemblea delle delegate e dei delegati e inizierà una fase nuova per il Pd pratese”. L’assemblea eleggerà la nuova segretaria o il nuovo segretario del Pd di Prato che accompagnerà il partito fino alle amministrative e al congresso di questo autunno. Trovare la quadra non sarà facile: il segretario sarà espressione dell’area Schlein (i tre nomi che circolano sono quelli di Enrico Giardi, Marco Martini e Andrea Dominijanni) ma i riformisti dem, capeggiati da Matteo Biffoni (nella foto), chiedono una linea di rottura con il gruppo dirigente guidato da Biagioni.
Tornando alla tappa finale di Ri-Generazione, dopo la presentazione degli emendamenti, il dibattito si è sviluppato su tutti i temi del documento, in particolare su scuola, questioni internazionali, salute, sport e diritti. Per il distretto il Pd parla della necessità di una “transizione non solo ecologica e digitale, ma di profonda qualità etica”. “Oggi Prato è anche una città dove il terziario avanzato impiega più persone del manifatturiero, soprattutto tra le giovani generazioni e il Pd vuole parlare a queste due realtà come a un unico corpo organico: un modello di sviluppo dove la reindustrializzazione 5.0 e i servizi innovativi si fondano sulla dignità del lavoro”.
Serve una rivoluzione anche nel vocabolario che racconta Prato: questo è uscito delle assemblee dem. Basta “distretto parallelo”, “esiste un unico sistema interconnesso dove lo sfruttamento inquina l’intera filiera”. Una delle sfide che il Pd lancia è un Patto per il Lavoro sottoscritto da tutte le parti sociali, “dove la legalità sia il prerequisito per accedere a qualsiasi incentivo o supporto pubblico”.
Nel documento, un capitolo è riservato a “Servizi pubblici: acqua, rifiuti, energia e Multiutility”. Sì alla difesa della “governance pubblica come elemento di garanzia contro la finanziarizzazione speculativa, che archivia l’ipotesi della quotazione in borsa e rimette al centro il controllo democratico della comunità”. E poi il tema della sicurezza entra nel documento Pd che snocciola i numeri dell’organico della questura, del tribunale, della procura. “Prato ha bisogno di più Stato: più forze dell’ordine e più presidi di prossimità”. L’immigrazione non è un’emergenza ma una “realtà da governare”. “Centrale è il nodo dei permessi di soggiorno e della residenza – si legge nel documento Pd – . La residenza non è un favore né un privilegio: è un diritto fondamentale e uno strumento essenziale di legalità. Negarla o renderla di fatto inesigibile produce invisibilità, precarietà e sfruttamento”. Il documento si chiude con un riferimento alla massoneria. E qui il pensiero corre al caso Bugetti-Matteini Bresci con la conversazione intercettata nella quale si faceva riferimento a quei 4mila voti attinti in questo bacino. “Chi ricopre ruoli pubblici o responsabilità nel partito deve agire alla luce del sole. Non possono esistere “fedeltà parallele” o vincoli di segretezza che condizionino l’imparzialità di chi serve la comunità. L’appartenenza a logge o associazioni riservate è considerata incompatibile con il mandato democratico e con i valori di trasparenza del partito”. Lo scrive La Nazione.
Per Biagioni c’è l’ossessione massoneria. Prima di lui ce ne sono stati altri che hanno espresso lo stesso pensiero. Uno di loro si chiamava Tullio Tamburini. Era un suo concittadino. Se non ne ha sentito parlare consigliamo la lettura di un libro di un altro pratese, Andrea Giaconi. Si intitola “Le fascistissime” e aiuta a comprendere che cosa successe cento anni fa.





