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Non si metta in dubbio la credibilità delle statistiche ufficiali

È  comprensibile – commenta Linda Laura Sabbadini su La Repubblica –  il rammarico per il superamento, seppur minimo, della soglia del 3% nel rapporto deficit/PIL, così come il disappunto della presidente del Consiglio, anche alla luce del netto miglioramento registrato negli ultimi anni: dall’8% del 2022 al 3,4% del 2024, fino al 3,1% stimato per il 2025. Tuttavia, viene messa in discussione l’idea che sarebbero bastati “20 miliardi di PIL in più” per evitare tale soglia, sottolineando che le stime statistiche non sono discrezionali né modificabili a piacimento. Il PIL, infatti, è una grandezza complessa, calcolata secondo metodologie rigorose condivise a livello europeo da Istat ed Eurostat. Il rapporto deficit/PIL dipende da due variabili, ma mentre il deficit è dato, il PIL non è manipolabile: si tratta di una stima che viene progressivamente affinata nel tempo. Le revisioni successive, talvolta al rialzo, non indicano errori iniziali né garantiscono che lo stesso accadrà in futuro, ma riflettono semplicemente l’arrivo di dati più completi. I dati ufficiali non rappresentano una “beffa”, bensì uno strumento essenziale per comprendere la reale condizione del Paese. Possono risultare scomodi, ma sono indispensabili per elaborare politiche efficaci, al di là delle posizioni politiche. Proprio per questo è necessario che le istituzioni mantengano cautela nel commentarli: le statistiche ufficiali devono restare un bene pubblico, fondato su rigore metodologico, trasparenza e indipendenza. Mettere in dubbio la qualità del processo statistico rischia di minare la fiducia dei cittadini e la partecipazione alle rilevazioni, indebolendo un elemento cruciale per la democrazia. Le critiche sono legittime, ma vanno espresse nelle sedi appropriate e con adeguate basi metodologiche. La statistica ufficiale, infatti, non solo consente ai cittadini di conoscere la realtà e orientare le proprie scelte politiche, ma fornisce anche le basi per costruire politiche pubbliche. È dunque un patrimonio da tutelare e rafforzare, nella fiducia che anche la premier Giorgia Meloni comprenda queste esigenze.

Non si metta in dubbio la credibilità delle statistiche ufficiali

La ricetta per ridurre il deficit e

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