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Economia

Cassazione, multe da pagare anche se l’autovelox è senza omologazione

traffic jam in Hamburg

Un provvedimento destinato a pesare su migliaia di contenziosi in tutta Italia: le multe per eccesso di velocità sono valide anche se l’autovelox non ha ricevuto la formale omologazione ministeriale, purché l’apparecchio sia stato sottoposto a regolari verifiche e tarature periodiche entro i 12 mesi previsti dalla normativa. Come riporta La Stampa, per gli Ermellini, è la manutenzione effettiva del dispositivo a garantire l’affidabilità della misurazione, non il certificato di omologazione in sé.

La vicenda nasce da due contravvenzioni ricevute da un’automobilista il 10 e il 12 aprile 2021, rilevate lungo un tratto urbano di Pescara da un dispositivo Velocar RedESpeed Evo. La donna aveva impugnato entrambe le sanzioni contestando l’assenza di omologazione e il giudice di pace le aveva dato ragione in primo grado. Il Comune di Pescara ha però presentato ricorso al Tribunale, che con sentenza numero 1507/2022 ha ribaltato la decisione, ritenendo sufficiente l’approvazione ministeriale. La ricorrente si è quindi rivolta alla Cassazione.

Gli Ermellini hanno confermato la sentenza del Tribunale di Pescara, richiamando il principio per cui «le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere periodicamente tarate e verificate indipendentemente dal fatto che funzionino automaticamente o alla presenza di operatori». In caso di contestazione, «spetta all’amministrazione la prova positiva dell’iniziale omologazione e della periodica taratura dello strumento». Il Comune ha dimostrato che l’ultima taratura risaliva al 21 dicembre 2020, quattro mesi prima delle infrazioni, rientrando nel limite annuale previsto.

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