Gli utili delle banche non restano alle azienda ma il 70% va agli azionisti
«Negli ultimi anni abbiamo assistito a qualcosa di mai visto prima: dal 2022 al 2025, il settore bancario in Italia ha accumulato utili per oltre 110 miliardi di euro. Nel solo 2025 le prime 5 banche hanno chiuso con 27 miliardi di euro di utile, in crescita del 16% in un anno. Però gli utili dove finiscono? Non restano in azienda ma per il 70-80% vanno agli azionisti». Al 130° Consiglio nazionale della Fabi, il segretario generale, Lando Maria Sileoni (nella foto) fa “i conti in tasca” alle banche, così per chiarire come ci si posiziona ai blocchi di partenza, mentre mancano solo poche settimane alla scadenza (30 marzo) del contratto record Abi (e poi Bcc) rinnovato nel 2023 con un aumento di 435 euro medi. Per il sindacalista i soldi da redistribuire ci sono, non fosse altro però che «nel settore si lavora solo per far salire i titoli in Borsa e per pagare cedole sempre più alte. E mentre ricavi e utili continuano a crescere, i costi operativi e tra questi quello del lavoro sono fermi, se non in calo. Ogni bancario, in media, produce un valore aggiunto per la propria banca pari a quattro volte il suo costo. Questo significa che le risorse per riconoscere il contributo di ogni bancario ci sono».


