L’invasione russa dell’Ucraina passata quasi sotto silenzio
Stefano Folli su La Repubblica scrive che “il quarto anno dell’invasione russa dell’Ucraina avrebbe potuto essere ricordato con maggiore attenzione dalle forze politiche. Certo, l’anniversario ha posto tutti davanti alle proprie contraddizioni. Il centrodestra ha speso un voto di fiducia in Senato per sostenere le ultime misure a favore di Kiev — coerenti con la linea in questi anni da Giorgia Meloni — e questo ha permesso di nascondere le fratture interne alla maggioranza. La Lega, ferita dalla micro-scissione di Vannacci, ha votato a favore e sarebbe apparso assurdo il contrario: si è notata, anzi, una presa di distanze dalle tesi filo-Putin del generale che è deputato europeo. Segno che prevale il buonsenso, vale a dire la volontà di non inseguire lo scissionista sul suo terreno. È un primo passo per isolarlo e poi tentare di batterlo nel voto del 2027. Come è logico, l’aver posto una questione di fiducia ha impedito al centrosinistra, o a una parte di esso, di unirsi alla maggioranza. Per cui abbiamo visto Calenda, che si è recato a Kiev, alzare il livello delle critiche sia al governo sia all’opposizione. Il capo di Azione ha avuto buon gioco nel puntare il dito contro tutti, essendo lui il solo politico italiano presente nella capitale ucraina per rendere omaggio al coraggio di quel popolo. Calenda ha usato parole chiare su quest’ultimo punto, ma è evidente che la presenza fisica a Kiev non era indispensabile. Sarebbe stato un gesto nobile, ma quel che conta è la politica verso l’Ucraina. A destra la Lega ha vissuto per quattro anni nel segno dell’ambiguità, benché in pratica il filo-putinismo di Salvini sia stato quasi sempre più declamato che concreto.
La stessa ambiguità la si riscontra nel centrosinistra ed è a questi ambienti che la polemica di Calenda realmente si rivolge. Certo, nel viaggio di Calenda a Kiev c’è un ovvio intento propagandistico, volto a rendere visibile il profilo di Azione. Ma la mossa ha senso proprio perché il centrosinistra ha deciso di tacere per via delle troppe anime da cui è solcato”.





