Rigassificatore a Piombino, basta con la politica del “Grande Bluff”
Pablo Cinci*.
L’annuncio dell’Amministratore Delegato di SNAM riguardo alla richiesta di una proroga di 30 mesi per la
permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino non ci sorprende, perché prevedibile e
aderente a quanto disponibile negli atti, ma impone una riflessione seria e priva di ipocrisie.
L’illusione dello spostamento
La tesi secondo cui la proroga servirebbe unicamente a completare l’iter per il trasferimento della ITALIS
LNG (Golar Tundra) verso Vado Ligure appare sempre più come un castello di carte destinato a cadere.
La nave rigassificatrice è fondamentale per gli approvvigionamenti di LNG, ed in un quadro di grande
instabilità internazionale è indispensabile per garantire l’indipendenza energetica del Paese, come ben
argomentato, anche nel corso del Consiglio Comunale del 2 dicembre 2025 dai tecnici del MASE.
Assenza di alternative: come noto e confermato anche dal Ministro Picchetto Fratin durante l’incontro a
Campiglia Marittima dell’agosto 2025, il sito di Vado Ligure affronta resistenze tecniche e locali tali da
renderlo, di fatto, non disponibile; parallelamente non vi sono destinazioni alternative attualmente al vaglio
degli enti tecnici.
Infrastruttura strategica nazionale: la Banchina Est con i relativi impianti è stata identificata come
infrastruttura strategica nazionale dal DL 50/2022 (Decreto Aiuti), trasformandola, di fatto, in un terminal
gas che dovrà essere mantenuto in efficienza operativa, impedendone qualsiasi altro utilizzo futuro.
I numeri della realtà
Infine, contrariamente alle narrazioni allarmistiche, i dati tecnici confermano l’efficienza e la sicurezza
dell’impianto (dati 2025):
Contributo Nazionale: il GNL ha coperto il 32% del fabbisogno nazionale di gas (rispetto al 10% del
2021), con Piombino che da sola gestisce circa il 20% delle operazioni di scarico totali in Italia.
Efficienza Energetica: sono stati immessi in rete 5 miliardi di metri cubi di gas, garantendo
l’indipendenza energetica del Paese.
Utilizzo della capacità: il terminale di Piombino è risultato il più utilizzato in Europa in termini
percentuali ed ha visto l’attracco di 43 navi metaniere.
Sicurezza Portuale: il sistema di sicurezza portuale, potenziato a 4 rimorchiatori h24, ha garantito
la continuità operativa, confermando l’eccellenza gestionale del sito.
Inoltre, spostare il rigassificatore dal porto di Piombino non ha alcun senso industriale, economico,
finanziario e non trova riscontri a suo sostegno, né rispetto agli impatti ambientali (valutati come non
significativi dai tecnici di parte pubblica), né per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza.
Le richieste di Appello per il Lavoro e lo Sviluppo
Non possiamo più permetterci di discutere su ipotesi illusorie.Chiediamo quindi con forza:
1. Operazione verità: abbandonare posizioni fuori dalla realtà, concentrandosi sull’ipotesi di
permanenza dell’impianto nel porto di Piombino.
2. Commissione per le Compensazioni: proponiamo l’immediata convocazione di una commissione
istituzionale per valutare e attuare le misure di compensazione necessarie al rilancio industriale e
infrastrutturale della nostra città.
Il tempo dei bluff è scaduto. Piombino ha bisogno di unità di intenti, concretezza e sviluppo, non di
promesse di fantomatici traslochi che la realtà non potrà far altro che smentire.
*Pablo Cinci è presidente di Appello per il lavoro e lo sviluppo di Piombino





