”Tale è la nostra volontà”, il motto di Pietro Leopoldo nel libro della camera di commercio di Firenze
La Camera di commercio di Firenze festeggia il 256mo compleanno con un volume che racconta la sua lunga storia. Si tratta infatti della Camera più antica d’Italia, terza in Europa dopo Marsiglia e Bruges, che affonda le proprie radici in un particolare periodo storico che precede la Rivoluzione francese, in cui il cosiddetto “dispotismo illuminato” di alcune monarchie europee portò una grande stagione di riforme economiche, commerciali e sociali.
E’ il caso del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, che nel fondare la Camera di commercio di Firenze il 1° febbraio 1770, da amministratore “illuminato” condusse – si direbbe oggi – una notevole operazione di semplificazione amministrativa. Il sovrano della famiglia Asburgo-Lorena, che governò la Toscana per un quarto di secolo (1765-1790) e che fu anche imperatore del Sacro romano impero negli ultimi due anni di vita, dopo aver abolito la secolare stratificazione di poteri delle magistrature e di privilegi feudali che a Firenze facevano capo alle numerose corporazioni delle Arti e dei mestieri, riunì le loro competenze nella nuova Camera di Commercio Arti e Manifatture di Firenze, la prima in Italia appunto.
La neonata istituzione ebbe da subito un ruolo attivo nel processo riformatore del sovrano: ad essa veniva richiesto di essere costantemente informata sulla situazione economica interna (quantità dei prodotti e dei trafficanti, condizioni di scambio, tariffe doganali, trattati commerciali, leggi e consuetudini); ma veniva sentita anche per pareri e suggerimenti anche sulle questioni economiche e sulle possibilità di semplificare leggi e regolamenti al fine di favorire l’attività produttiva e le contrattazioni.
Vale la pena ricordare che il Granduca, arrivato in Toscana appena diciottenne, mise in atto una incredibile serie di riforme (prima fra tutte l’abolizione della pena di morte nel 1786) non dal chiuso dei palazzi reali, ma attraverso il metodo dell’osservazione diretta del suo regno e dei suoi bisogni, soprattutto quelli della popolazione, che raccolse nelle meticolose “Relazioni sul governo della Toscana” attraverso numerosi viaggi sul territorio regionale. Visionario e innovatore, educato al liberismo economico, a lui si devono anche la modernizzazione del governo pubblico, le bonifiche in agricoltura e gli interventi su finanza ed economia, come l’eliminazione dei dazi che in 25 anni di regno hanno trasformato la Toscana in uno stato moderno.
“Tale è la nostra volontà” sono le parole di Pietro Leopoldo che chiudono il motuproprio fondativo della Camera di commercio di Firenze del 1° febbraio 1770 ed anche il titolo del volume, edito dal Centro studi Enti locali, che la Camera presenterà il prossimo 5 febbraio nell’Auditorium di Piazza dei Giudici, realizzato per celebrare la figura del sovrano, attraverso il contributo della brillante penna di Olga Mugnaini. La giornalista, con narrazione accattivante e divulgativa, ricostruisce la storia della Camera in cui si legge, in filigrana, la metamorfosi dell’economia fiorentina da sistema corporativo chiuso di Arti e mestieri, a città pienamente mercantile con rapporti di scambio con altre capitali europee. Un sistema economico che già dal 1808 poteva contare su una Borsa di commercio (fondata insieme a quella di Livorno dopo l’annessione con l’impero francese) che si insediò proprio nello stesso spazio monumentale dell’edificio che si trova in una piazza denominata, non a caso, Piazza dei Giudici e che allora come oggi, è affacciato sulle sponde dell’Arno.
La presentazione del libro è un evento aperto al pubblico, a corollario del grande il ciclo di commemorazioni che si è svolto lo scorso anno in tutta la regione per il 260mo anniversario dell’arrivo di Pietro Leopoldo a Firenze. Nell’occasione hanno assicurato la presenza tra gli altri, il governatore Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro. Oltre agli interventi istituzionali del presidente Massimo Manetti (nella foto) e del segretario generale Giuseppe Salvini, interverrà l’autrice Olga Mugnaini e il presidente della Fondazione Spadolini Cosimo Ceccuti, che ha curato la prefazione del volume; in ultimo, una piccola sorpresa per i partecipanti curata dall’influencer Wikipedro nel suo inconfondibile stile.






