Vaticano, un bistrot di lusso sui tetti di San Pietro
Ariel Piccini Warschauer.
Non solo preghiere e indulgenze plenarie. Oltre le mura leonine, tra una celebrazione e l’altra, il Vaticano riscopre la sua vocazione all’accoglienza… gastronomica e commerciale. L’ultima novità, anticipata dal quotidiano Il Messaggero, riguarda un progetto ambizioso quanto suggestivo: la nascita del primo vero ristorante situato nel cuore della Basilica di San Pietro, precisamente sul grande terrazzamento che sovrasta la navata centrale.
Il progetto: tra Sampietrini e design
L’idea è quella di trasformare i locali storici che un tempo ospitavano i materiali dei Sampietrini — gli operai specializzati nella manutenzione della Basilica — in un moderno bistrot. La location è suggestiva: i tavoli saranno posizionati praticamente a ridosso delle colossali statue degli Apostoli che guardano su Piazza San Pietro, offrendo ai visitatori una vista che spazia a 360 gradi su tutta la Capitale.
Secondo le indiscrezioni, il cantiere sarebbe già in una fase avanzata. Nelle ultime settimane sono stati avvistati arredi e materiali di pregio pronti per l’allestimento, segno che la Santa Sede punta a chiudere la pratica in tempi brevi.
Il fattore tempo: dal Giubileo al IV Centenario
Inizialmente, nelle intenzioni del Cupolone, il ristorante avrebbe dovuto aprire i battenti in tempo per il Giubileo. Tuttavia, come spesso accade oltretevere, i tempi tecnici e burocratici si sono dilatati, facendo slittare l’inaugurazione.
Ora che l’Anno Santo è alle spalle, l’occasione perfetta sembra essere un’altra ricorrenza storica: i 400 anni dalla consacrazione della Basilica nella sua struttura attuale. Un anniversario che il Vaticano vorrebbe celebrare non solo con la liturgia, ma anche con questo nuovo spazio di ristoro che segna un ulteriore passo verso quella “parziale musealizzazione” della Basilica fortemente voluta da Papa Francesco.
Musealizzazione o business?
Se da un lato l’ampliamento dell’offerta turistica (che già prevede un piccolo bar sulla terrazza) sembra una naturale evoluzione per gestire i flussi di milioni di pellegrini, dall’altro non mancano le perplessità soprattutto da parte del clero più tradizionalista.
Il rischio, come spesso sottolineato dai critici della gestione patrimoniale vaticana, è quello di trasformare uno dei luoghi più sacri della cristianità in una sorta di “terrazza glamour” ad alta quota, dove la spiritualità rischia di finire in secondo piano rispetto al business della ristorazione d’élite.
Il progetto del bistrot si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione economica degli spazi vaticani, che sotto il pontificato di papa Bergoglio ha visto un’accelerazione decisa verso l’apertura al pubblico di aree precedentemente interdette. Resta da capire chi gestirà il locale e, soprattutto, a che prezzi verrà venduto il “pranzo sospeso su Roma e sulla fede cristiana a buon mercato”.






