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Quanto costa all’Iran isolarsi dal mondo per la sicurezza interna

Ariel Piccini Warschauer. 

L’Iran si è spento, ma il silenzio digitale ha un rumore assordante: quello del collasso economico. Dall’8 gennaio 2026, la Repubblica Islamica ha calato una cortina di ferro tecnologica per soffocare le rivolte esplose a fine dicembre, ma il prezzo di questa “sicurezza” interna è una voragine finanziaria che sta trascinando il Paese verso il baratro.

Ecco l’analisi del blackout che sta isolando 92 milioni di cittadini e minacciando i nostri scambi commerciali.

Il “Muro di Fuoco” degli Ayatollah

Non è la prima volta che Teheran stacca la spina, ma questa volta la strategia è diversa: più feroce, più sofisticata. Secondo Chatham House, il regime non si è limitato a rallentare la banda larga, ma ha sferrato un attacco militare alle connessioni satellitari. Persino i terminali di Elon Musk, l’ultima speranza per i manifestanti, sono stati disturbati da strumenti di contrasto (jamming) ad alta frequenza. Mentre il popolo è al buio, l’account X (ex Twitter) della Guida Suprema Ali Khamenei continua a lanciare anatemi contro l’Occidente, godendo di quella rete che nega ai propri cittadini.

I numeri del disastro: l’economia a “Punto di Rottura”

Il Ministro delle Tecnologie, Sattar Hashemi, ha ammesso l’ovvio: l’Iran sta perdendo circa 33,8 milioni di dollari al giorno. Un’autoflagellazione economica che Ali Hakim-Javadi, a capo della Computer Guild Organization, definisce “prossima al punto di rottura”.

Il massacro delle PMI digitali

Per le aziende che vivono di social commerce, la perdita è di 2 milioni di dollari ogni 24 ore.

Oltre 700.000 piccoli imprenditori e micro-aziende familiari registrano oggi “entrate zero”.

Questo settore rappresenta il 12% dell’economia privata iraniana. Distruggerlo significa condannare alla fame una fetta enorme della classe media urbana.

Export italiano a rischio: il conto per le nostre imprese

Il blackout non si ferma ai confini di Teheran. Colpisce duramente l’interscambio con l’Europa e, in particolare, con l’Italia.

Nel 2024, il volume d’affari tra Roma e Teheran è stato di 713 milioni di euro. Con le esportazioni italiane (macchinari, chimica, farmaceutica) che superano i 528 milioni, il blocco delle comunicazioni è un proiettile sparato alle gambe della nostra logistica.

 “La popolazione iraniana può usufruire di soli 20 minuti di Internet al giorno e sotto supervisione delle Guardie della Rivoluzione pronte ad arrestare chi comunica con l’ Occidente”, denuncia Majidreza Hariri, capo della Camera di Commercio Iran-Cina. Venti minuti sono un tempo ridicolo che rende impossibile gestire ordini, pagamenti e contatti internazionali.

Una deriva pericolosa per il mondo

Ciò che spaventa gli analisti internazionali non è solo il danno economico, ma il modello politico. L’Iran sta dimostrando che un regime può “spegnere” una nazione quasi totalmente, isolandola dal mondo senza che la comunità internazionale riesca a intervenire efficacemente. Un precedente che potrebbe ingolosire altre autocrazie.

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