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Pechino nel caos, il numero due di Xi accusato di spionaggio pro Usa

Ariel Piccini Warschauer.

Il colpo di scure di Xi Jinping è arrivato dove nessuno avrebbe mai osato immaginare: nel cuore pulsante dell’atomica cinese. Il generale Zhang Youxia, l’ufficiale più alto in grado del Paese, l’amico d’infanzia del Presidente, l’uomo che sussurrava all’ Imperatore Rosso, è crollato sotto il peso di un’accusa che sa di Guerra Fredda: alto tradimento.

Secondo le rivelazioni ottenute dal Wall Street Journal, Zhang non avrebbe solo gestito un sistema di mazzette e promozioni compiacenti, ma avrebbe varcato la linea rossa, consegnando agli Stati Uniti i segreti tecnologici del programma nucleare cinese.

L’ombra di una talpa al vertice

L’inchiesta, che si è allargata come una macchia d’olio nelle ultime settimane, descrive uno scenario da thriller geopolitico. Zhang Youxia, vicepresidente della Commissione Militare Centrale, avrebbe approfittato del suo potere assoluto per sottrarre dati tecnici sensibili, passandoli all’intelligence americana. Se confermato, si tratterebbe del più grande fallimento della sicurezza cinese dai tempi della fondazione dello Stato.

Le indagini collegano la caduta di Zhang a quella di Gu Jun, ex numero uno del colosso nucleare statale (CNNC), suggerendo che la rete di spionaggio avesse ramificazioni profonde nelle infrastrutture strategiche del Dragone.

La fine dei “Fratelli di Sangue”

La caduta di Zhang è un trauma politico per Xi Jinping. I due erano legati da un patto generazionale: i loro padri erano stati compagni d’armi sotto Mao Zedong. Zhang era l’ultimo generale con vera esperienza di combattimento (nella guerra sino-vietnamita del 1979) e rappresentava l’ancora di salvezza di Xi dentro un esercito spesso restio ai cambiamenti.

Oggi, quella fiducia è cenere. La purga non serve solo a fare pulizia, ma a lanciare un segnale terrorizzante: nessuno è indispensabile, nessuno è al sicuro.

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La domanda che agita il Pentagono e le cancellerie europee è una sola: un esercito decapitato dei suoi massimi vertici è ancora in grado di combattere? Con i capi della Forza Missilistica (i custodi dei vettori nucleari) e il vertice della CMC sotto inchiesta, la prontezza operativa della Cina è un’incognita. Xi vuole un esercito “pronto a vincere le guerre”, ma si ritrova con una forza armata paralizzata dal sospetto e dal tradimento.

Mentre Pechino si chiude nel silenzio, il Dragone scopre di avere il suo nemico più pericoloso non oltre l’oceano, ma seduto al tavolo del comando.

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