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Donald fa arrabbiare anche Harry per le offese ai caduti in Afghanistan

Ariel Piccini Warschauer.

LONDRA – Non è solo una questione di geopolitica, ma di sangue e memoria. Lo scontro tra il Principe Harry e Donald Trump si sposta sul terreno più sacro per un ex soldato: il sacrificio dei commilitoni. Oggetto della contesa sono le recenti dichiarazioni del tycoon, che in un’intervista a Fox News ha liquidato il contributo degli alleati NATO nella guerra in Afghanistan come marginale, sostenendo che gli Stati Uniti “non hanno mai chiesto nulla” e che gli europei “sono rimasti nelle retrovie, lontani dal fronte”.

La replica del Principe: “Verità e rispetto”

Harry, che in Afghanistan ha servito per due turni diventando pilota di elicotteri Apache, non ha usato giri di parole. Attraverso le colonne di Newsweek, il Duca ha ricordato che l’Articolo 5 della NATO – quello che obbliga alla difesa reciproca – è stato invocato una sola volta nella storia: proprio per difendere l’America dopo l’11 settembre.

“Gli alleati hanno risposto a quella chiamata. Io ero lì, e ho perso degli amici”, ha dichiarato Harry con una nota di rara durezza. “Solo il Regno Unito ha contato 457 vittime. Migliaia di famiglie vivono oggi con un vuoto incolmabile. Questi sacrifici meritano di essere trattati con verità e rispetto”. Per Harry, la retorica di Trump non è solo inesatta, ma un insulto a chi ha “pagato” la sicurezza globale a caro prezzo.

Il fronte politico: Starmer alza lo scudo

Ma la polemica non è rimasta confinata a un battibecco tra Harry e il presidente degli Stati Uniti. A Londra, il Primo Ministro Keir Starmer ha trasformato la protesta e l’indignazione popolare in un caso diplomatico. Definendo le parole di Trump “insultanti e francamente raccapriccianti”, Starmer ha chiesto scuse ufficiali, facendosi portavoce del dolore delle famiglie dei militari britannici.

Tra queste, quella di Diane Dernie, madre di Ben Parkinson (uno dei soldati più gravemente feriti nel conflitto), che ha definito le uscite dell’ex inquilino della Casa Bianca come “l’insulto peggiore che un familiare potesse subire”.

Il “fattore Groenlandia” e le ombre su Spare

L’attacco di Trump alla NATO si inserisce in una strategia più ampia di pressione verso gli alleati europei, legata anche alle sue rinnovate ambizioni sulla Groenlandia. Tuttavia, il ritorno di Harry sul tema Afghanistan riaccende inevitabilmente i riflettori su Spare, la sua autobiografia del 2023. Nel libro, il principe aveva ammesso di aver ucciso 25 talebani, descrivendoli come “pezzi degli scacchi rimossi dalla scacchiera”. Una trasparenza che all’epoca fece discutere, ma che oggi Harry rivendica come atto di responsabilità contro chi, come Trump, cerca di riscrivere la storia di una guerra contro il terrorismo lunga vent’anni e costata tanti, troppi sacrifici.

La tensione tra Londra e Washington non è mai stata così alta. Se Trump punta a recuperare i rapporti con gli alleati così come gli viene suggerito da più parti, dovrà fare i conti con un fronte britannico che, da Buckingham Palace a Downing Street, non sembra disposto a lasciar passare sotto silenzio lo sminuimento del proprio impegno militare.

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