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Cuore Sinner, più forte del caldo e dei crampi

Ariel Piccini Warschauer.

Non chiamatelo solo “Ice-Man”. Perché per vincere una partita così, in una Rod Laver Arena trasformata in un forno a microonde, serve un cuore che brucia più del sole australiano. Jannik Sinner supera l’ostacolo del terzo turno, batte lo statunitense Eliot Spizzirri in quattro set (4-6, 6-3, 6-4, 6-4) e si regala un ottavo di finale tutto tricolore contro Luciano Darderi. Ma quanta fatica.

La battaglia contro il “General Heat”

Il nemico numero uno di giornata non aveva la racchetta, ma il termometro: 40 gradiall’ombra che hanno costretto gli organizzatori a sospendere i match sui campi secondari e a chiudere i tetti dei grandi stadi. La partita tra Jannik e Spizzirri è stata interrotta per dieci minuti proprio per permettere alla copertura di sigillare il campo. Sotto il tetto chiuso, però, l’umidità è diventata una morsa.

Sinner, sotto di un set e visibilmente in difficoltà fisica, ha dovuto attingere al barile della resilienza. “Ho avuto crampi prima alle gambe, poi al braccio, poi ovunque”, ha ammesso a fine match con la consueta sincerità. Eppure, il n. 2 del mondo ha dimostrato perché è il campione in carica: quando il corpo dice no, interviene la testa.

La metamorfosi del campione

Dopo un primo set regalato all’americano, Jannik ha cambiato marcia. Ha accorciato gli scambi, ha cercato la via della rete e ha gestito le energie come un maratoneta veterano. Spizzirri ha giocato la partita della vita, ma contro questo Sinner “di lotta e di governo” non è bastato.

“Il tennis è uno sport mentale. Anche senza giocare al meglio, ho giocato al meglio delle mie possibilità”, ha spiegato l’azzurro. “Se voglio andare lontano qui, devo imparare a vincere anche quando il clima è questo”.

Ottavi tricolori: Sinner vs Darderi

La vittoria di Jannik completa il quadro per un lunedì da impazzire per il tennis italiano. Dall’altra parte della rete ci sarà infatti Luciano Darderi, protagonista di un torneo fin qui magistrale. Sarà un derby storico, una sfida tra la solidità marmorea del n. 2 del ranking e l’esuberanza del ragazzo che non smette di stupire.

L’Australia si tinge d’azzurro. E mentre Melbourne brucia, Sinner continua la sua corsa per difendere il trono. Con il ghiaccio nelle vene e, da oggi, un po’ di “fuoco” in più nei muscoli.

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