L’effetto Trump travolge le aste, la sua Ferrari è il nuovo feticcio da investimento
di Ariel Piccini Warschauer.
Dimenticate l’oro della Trump Tower o i velluti dell’Air Force One. Oggi, il simbolo più vibrante del “tocco di Re Mida” del 47° Presidente degli Stati Uniti corre su quattro ruote, è tinto di Rosso Corsa e ha appena riscritto le regole del collezionismo d’alto bordo. A Kissimmee, in una Florida baciata dal sole e dal fervore politico, una Ferrari F430 del 2007 è passata sotto il martelletto di Mecum Auctions per la cifra record di 633.900 euro.
Un numero che, per i non addetti ai lavori, potrebbe sembrare solo l’ennesimo capriccio da milionario, ma che per gli analisti di costume rappresenta un caso di studio: la trasformazione di un asset meccanico in un oggetto di culto politico.
Quando il pedigree batte i cavalli
In condizioni normali, una F430 — pur essendo una delle “berlinette” più amate di Maranello — oscilla tra i 150 e i 200 mila euro. Ma questa non è un’auto normale. Sul libretto di circolazione brilla la firma “DJT” e l’indirizzo della Fifth Avenue. Acquistata nuova da Donald Trump nel 2007, la vettura ha percorso appena 15.000 chilometri, restando quasi intatta, come una capsula del tempo che profuma di pelle beige e ambizione.
Chi l’ha acquistata non ha comprato solo un motore V8 da 4,3 litri o il design aerodinamico di Pininfarina; ha acquistato un pezzo della narrazione trumpiana. In un’epoca di iper-polarizzazione, possedere l’auto del Presidente non è più un hobby, è una dichiarazione di appartenenza e di fede politica.
Un garage che anticipa la storia
Il parco auto di Donald Trump è da sempre lo specchio della sua evoluzione pubblica. Se la sua Rolls-Royce Silver Cloud del ’56 racconta l’aspirazione alla nobiltà del giovane imprenditore, e le imponenti Cadillac “Trump Golden” degli anni ’80 celebrano l’estetica dell’eccesso, la scelta della Ferrari F430 rivela un insospettabile gusto per la precisione tecnica.
Non dimentichiamo che nel suo garage ha trovato posto anche una delle prime Tesla Roadster: un segnale che, molto prima dell’alleanza politica con Elon Musk, il tycoon aveva già intuito che il futuro del lusso sarebbe passato per l’innovazione dirompente.
L’investimento che non conosce svalutazione
In un mercato globale incerto, dove i dazi e le fluttuazioni geopolitiche (spesso innescate dallo stesso Trump) agitano i listini, la “presidential provenance” si conferma il bene rifugio definitivo. La Ferrari F430 di Kissimmee dimostra che, se sei stato il leader del mondo libero, persino l’usato garantito diventa leggenda.
Non è più solo una supercar capace di toccare i 315 km/h; è un investimento emotivo e finanziario che sfida ogni legge di mercato. Un gioiello meccanico che, proprio come il suo ex proprietario, non smette di far parlare di sé, dividendo i puristi ma unendo i grandi investitori sotto un unico, costosissimo, tetto di metallo e storia.





