#POLITICA #TOSCANA #ULTIME NOTIZIE

Ecco perché un ex sindaco di sinistra ha dato le dimissioni dall’Anpi

di Stefano Bisi.

Roberto Bozzi è il segretario di Azione della provincia di Siena. E’ stato sindaco di Castelnuovo Berardenga, uno dei comuni più importanti del Chianti. Ha dato le dimissioni dall’Anpi, l’associazione dei partigiani e la sua decisione ha fatto rumore perché viene da un esponente del partito di Calenda.

Bozzi, qual è la ragione principale della sua decisione di dimettersi dall’Anpi?

“La ragione principale è l’inconciliabile distanza tra i valori fondanti della Resistenza (democrazia, libertà, rifiuto del totalitarismo) e le recenti posizioni pubbliche assunte dall’Anpi in relazione ad alcuni cruciali scenari geopolitici contemporanei, in particolare la guerra della Russia contro l’Ucraina. Nello specifico, la mia perplessità nasce quando la condanna dell’invasione russa non è accompagnata da una piena e inequivocabile solidarietà verso la nazione aggredita, l’Ucraina, e il suo diritto all’autodifesa. L’accento posto dall’Anpi quasi esclusivamente sul “contro la spinta al riarmo” e sulla “risoluzione diplomatica dei conflitti” — principi condivisibili  e in linea con la Costituzione — rischia, in questo contesto specifico di guerra di aggressione, di tradursi in una richiesta di resa per l’aggredito, il che mi sembra difficilmente compatibile con la difesa del diritto internazionale che spesso viene invocato”.

Secondo lei l’Anpi non rappresenta più i valori della Resistenza?

”A parer mio l’ANPI si è discostata dai valori veri e fondanti della Resistenza italiana, ovvero la difesa incondizionata della democrazia, l’affermazione della libertà individuale e collettiva, il rifiuto categorico di ogni forma di totalitarismo, la condanna dell’oppressione, e i principi liberal-democratici della civiltà occidentale. Il diritto all’autodifesa è un principio fondamentale quanto la ricerca della pace. Non ritengo che sostenere l’Ucraina nel difendersi e nel ricevere gli strumenti necessari per farlo sia in contrasto con i valori democratici o con l’Anpi stessa, che è nata dalla Resistenza contro un’invasione e un regime oppressivo”.

Nello specifico quali sono le posizioni dell’Anpi che ritiene inaccettabili?

“Io penso che in questi anni vi è stata una involuzione culturale, tornando ad avere una posizione culturale prima che politica anti occidentale, una semplificazione ideologica figlia di un’altra epoca. Per questo le posizioni dell’Anpi sono diventate ambigue o contrastanti con i principi di libertà e democrazia, arrivando quasi a giustificare o almeno non condannare con forza l’aggressione a nazioni libere (come l’Ucraina da parte della Russia) o mostrando aperture verso sistemi autoritari che hanno represso il dissenso e violato i diritti umani. Le piazze e i presidi a cui partecipano sono lodevoli nel loro intento di difendere il diritto internazionale, ma la mia impressione (e quella di altri) è che ci sia talvolta un’asimmetria nell’identificare chiaramente e senza indugi l’aggressore e l’aggredito. Rimango convinto che l’Anpi abbia un ruolo cruciale nella memoria storica e nei valori democratici del nostro Paese. Proprio per questo, ritengo fondamentale che la sua voce sia inequivocabile nel condannare le dittature e a sostegno di chi lotta per la propria libertà e l’esistenza stessa della propria nazione, senza se e senza ma”.

Ecco perché un ex sindaco di sinistra ha dato le dimissioni dall’Anpi

Il mondo brucia, a Davos è scontro

Ecco perché un ex sindaco di sinistra ha dato le dimissioni dall’Anpi

Ecco perché un ex sindaco di sinistra

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti