#CULTURA #TOSCANA #ULTIME NOTIZIE

Università e ospedale di Siena non sono avversari, ecco la lettera che chiarisce I rapporti

Negli ultimi giorni il dibattito sulle assunzioni di personale universitario con fondi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU) Senese ha assunto toni che rischiano di semplificare eccessivamente una realtà complessa. Come professionisti impegnati quotidianamente nella cura dei pazienti, riteniamo utile richiamare il valore istituzionale di queste scelte e il loro significato per i cittadini.

Le AOU non sono ospedali ordinari, ma strutture ad alta integrazione, nelle quali assistenza, didattica e ricerca sono inscindibili. È questa integrazione che consente di garantire elevata complessità clinica, innovazione continua e formazione dei professionisti di domani. Valutare le politiche di personale come se si trattasse di aziende esclusivamente assistenziali rappresenta un errore che rischia di indebolire l’intero sistema.

Quando una AOU investe in ruoli universitari, non “finanzia l’Università”, ma investe sull’ospedale. Si tratta di una pratica consolidata da oltre un decennio, che non sottrae risorse ad altre assunzioni, ma permette di favorire l’alta specializzazione, rafforzare la gestione della complessità, valorizzare professionalità capaci di integrare clinica, ricerca e formazione e, non ultimo, mantenere e sviluppare le Scuole di Specializzazione, infrastruttura strategica del Servizio Sanitario.

Gli specializzandi rappresentano la principale filiera di reclutamento futuro e una componente essenziale del funzionamento quotidiano dei reparti. Presso la nostra AOU operano 806 medici specializzandi, distribuiti in 34 Scuole di Specializzazione, interamente retribuiti dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Essi costituiscono una risorsa imprescindibile per l’ospedale e per i pazienti.

Investire localmente sulle Scuole di Specializzazione e sui tre pilastri dell’AOU (assistenza, formazione e ricerca) rappresenta anche una scelta strategica per aumentare la capacità di attrarre e trattenere futuro personale sanitario.

Per norma di legge, il personale convenzionato svolge in modo integrato attività assistenziale, didattica e di ricerca, con l’assistenza che resta centrale e spesso prevalente. L’idea che i docenti “facciano meno clinica” è una semplificazione infondata: in AOUS essi svolgono attività clinica strutturata, assumono responsabilità organizzative e contribuiscono in modo determinante alla qualità e quantità delle cure, in sinergia con i colleghi ospedalieri.

Ricerca e innovazione non sono un lusso, ma una leva fondamentale per migliorare l’assistenza, favorire l’accesso a terapie avanzate, partecipare a reti scientifiche qualificate e attrarre finanziamenti competitivi. Una valutazione puramente contabile risulta miope: il bilancio complessivo di tali scelte è chiaramente positivo e si riflette sulla qualità, sulla sostenibilità e sull’attrattività del sistema.

Le carenze di organico si affrontano con programmazione e investimenti, non con contrapposizioni tra categorie. Ospedalieri e universitari non sono avversari, ma parti di un unico progetto al servizio dei cittadini.

La presenza di unità operative di eccellenza, gli standard per l’alta complessità, la sperimentazione clinica, la capacità di attrarre risorse, l’innovazione terapeutica, la riduzione della mobilità passiva e l’attrattività per pazienti e giovani medici sono risultati resi possibili anche grazie alla presenza del personale universitario e alla collaborazione con il personale ospedaliero. I percorsi di reclutamento universitario, peraltro, sono aperti anche a professionisti di area ospedaliera.

Per questo, l’investimento in personale universitario (che di fatto svolge un’intensa attività clinica ospedaliera) non va considerato un costo, ma un investimento produttivo, i cui benefici vanno ben oltre quelli, già rilevanti, per le Scuole di Specializzazione.

L’integrazione tra ospedale e università non sottrae risorse, ma genera complementarietà ed efficienze. Non investire sul piano formativo e scientifico renderebbe l’ospedale meno competitivo, con ricadute dirette sulla qualità delle cure.

Desideriamo quindi evitare malintesi e polemiche volte a contrapporre la attività del personale ospedaliero e ospedaliero-universitario in una AOU, perchè questo  significa, di fatto, ridurre la qualità dell’assistenza e compromettere il futuro del Servizio Sanitario. Sostenere ruoli universitari, Scuole di Specializzazione, ricerca e innovazione è un dovere istituzionale e una tutela concreta dei diritti dei pazienti, oggi e domani. E’ compito delle AOU favorire il reclutamento del migliore personale ospedaliero e ospedaliero-universitario. Difendere l’AOU, evitare contrapposizioni, rivalità e polemiche tra il suo personale oggi, significa garantire il diritto alla salute domani.

Dipartimenti (in ordine alfabetico)  e nome dei direttori firmatari: 

Dipartimenti Assistenziali Integrati:

Cardio-Toraco-Vascolare: Serafina Valente

Donna e dei Bambini: Salvatore Grosso

Emergenza-Urgenza: Sabino Scolletta

Oncologico:Michele Maio 

Salute mentale e organi di senso: Andrea Fagiolini

Scienze chirurgiche: Gabriele Barbanti 

Scienze Mediche: Elena Bargagli

Scienze Neurologiche e Motorie: Andrea Fagiolini

Terapie cellulari, Ematologia e Medicina di laboratorio:  Marcello Fiorini    

Dipartimenti Universitari di Area Clinica:

Biotecnologie Mediche : Simone Grandini 

Medicina, Chirurgia e Neuroscienze: Bruno Frediani

Medicina Molecolare e dello Sviluppo: Antonella Naldini

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti