L’importanza di ben comunicare la scienza, quali modi e a chi rivolgersi
di Massimo Carpinelli*.
L’importanza di comunicare la Scienza è sempre maggiore. Tra i diversi modi per offrire al pubblico dei non esperti i contenuti scientifici, il termine che viene usato più spesso è divulgazione. La divulgazione scientifica, intesa come genere letterario, ha una lunghissima storia ma si è andata affermando a partire dal XVIII secolo. Successivamente sono emerse altre forme di comunicazione: musei scientifici, conferenze, grandi esposizioni, che diventavano l’occasione per presentare, spesso in modo enfatico, i risultati straordinari della scienza e della tecnica. Dopo la seconda guerra mondiale, nel periodo della guerra fredda, la divulgazione scientifica diviene strumento di propaganda ideologica, da una parte e dall’altra del muro, con l’ulteriore scopo di rafforzare il consenso per i grandiinvestimenti tecnologici di importanza strategica, basti pensare alla corsa dello spazio.
Spesso alla base del rapporto tra Scienza e Società c’è la distanza, vera o presunta tra il sapere scientifico da una parte e cittadini e classi politiche dall’altra. Questa distanza è solo in parte dovuta alla natura estremamente specialistica e tecnica di tante parti della Scienza, ma anche a una scarsa conoscenza delle basi delle scienze, e a una comunicazione che spesso avviene in modo sensazionalistico senza il dovuto rigore. Questo porta spesso a una diffidenza o addirittura esplicita ostilità a interi campi di ricerca, basti pensare agli OGM, agli studi sui cambiamenti climatici, al nucleare, dove invece di avere un legittimo desiderio di comprendere gli effetti, si osservano irrazionali chiusure.
Per evitare questi errori è molto importante che i media non presentino in modo sensazionalistico i risultati tecnico-scientifici, alimentando l’idea che il grande pubblico abbia un deficit di conoscenza che non può essere colmato. È importante comunicare l’essenza del metodo scientifico, che è non dogmatico, e ha nel dubbio e nella necessità di avere una prova sperimentale alle teorie la sua base. Il dialogo fra gli scienziati di professione e il grande pubblico è un altro elemento assai utile.
Un ruolo importante lo giocano quegli scienziati che hanno doti di intrattenitori, sono fotogenici, nei casi migliori hanno carisma e riescono a diventare personaggi pubblici in un mondo che è dominato dai media. Diventano ambasciatori della scienza e riescono a istaurare quel necessario dialogo e ridurre il deficit di conoscenza del grande pubblico. Il loro ruolo è ancora più importane quando diventano consiglieri dei politici e possono rendere informate le decisioni su importanti temi legati all’uso o meno di tecnologie o a scelte strategiche che quasi sempre hanno alla base importanti risultati scientifici, si pensi per esempio alle politiche energetiche dei paesi. Questi scienziati che diventano personaggi pubblici possono però fare danno alla scienza e alla società, in particolare quando parlano di temi lontani dalle loro aree di competenza e pur di coltivare il ruolo di “esperto” danno la loro opinione senza una adeguata competenza e preparazione.
Una parola che è diventata fondamentale nel lessico della comunicazione pubblica è Engagement, coinvolgimento, per indicare un insieme di azioni che interessano il rapporto fra scienza e società in contesti politici, educativi, informativi o di intrattenimento. Si parla spesso anche di public engagement(coinvolgimento pubblico) quando ad esempio i ricercatori scendono in piazza a presentare il proprio lavoro, ma con il medesimo termine ci si può riferire anche all’attenzione e all’interesse mostrato dal pubblico stesso.
Come esempio concreto descrivo le visite organizzate al laboratorio che dirigo EGO (European GravitationalObservatory). Le visite guidate sono una parte integrante della strategia di comunicazione complessiva e public engagement dell’istituzione, rappresentando uno dei modi per esplorare dal vivo l’interferometro Virgo e le onde gravitazionali. EGO è un’infrastruttura di ricerca finanziata a livello internazionale principalmente da tre agenzie di finanziamento, ovvero l’INFN, il CNRS e il NWO-I. La strategia di comunicazione e public engagement di EGO deve quindi, necessariamente, riferirsi ad ambiti o livelli di comunicazione diversi: il contesto “locale”, relativo al sito dell’infrastruttura; i diversi contesti “nazionali” degli Istituti finanziatori in primis (Italia, Francia e Olanda) e di tutti gli altri enti e Università coinvolti nella Collaborazione Scientifica Virgo; il contesto “sovra-nazionale” o globale, in cui la presenza e visibilità di Virgo è coordinata con quella degli esperimento LIGO negli Stati Unite e KAGRA in Giappone.
La peculiare configurazione dell’esperimento, così come le opportune scelte architettoniche che hanno puntato, in qualche modo, a mimetizzare l’infrastruttura nel paesaggio agricolo della vasta piana di Cascina, a piedi dei Monti Pisani, non fanno risaltare la presenza di Virgo allo sguardo di un osservatore distratto o di passaggio lungo le arterie stradali che circondano il centro. Nonostante naturalmente la scelta del sito di Virgo e la costruzione dell’esperimento siano stati accompagnati da un ampio dibattito pubblico a livello locale, venti anni dopo l’inaugurazione ufficiale una parte non trascurabile della popolazione dei comuni limitrofi, Cascina, Collesalvetti, Pisa e Livorno, ignorava l’esistenza di una infrastruttura di ricerca di rilievo mondiale sul proprio territorio (come detto, uno dei tre osservatori al mondo di onde gravitazionali, l’unico in Europa). Questo è un dato qualitativo desumibile da molte fonti e testimonianze interne ed esterne all’Osservatori, inclusi amministratori locali, comuni cittadini, agricoltori, imprenditori del settore turistico e così via.
La possibilità di rendere accessibile il sito per visite guidate gioca quindi un ruolo cruciale nel contesto delle attività di public engagement. La promozione delle visite è avvenuta a fine 2021 attraverso il passaparola tra insegnanti e visitatori ed è stata sostenuta, nei mesi successivi, da azioni di promozione sui canali social di EGO e dal complesso di attività e iniziative di comunicazione di EGO a livello media, di eventi pubblici e promozione istituzionale presso i principali stakeholder del territorio. Dopo l’interruzione delle visite dovuta alla pandemia, l’accesso al sito è ripreso in modo regolare e più strutturato a partire dal marzo 2022 e già dopo poche settimane dalla riapertura il calendario delle visite gli slot di prenotazione si sono rapidamente esauriti. Allo stato attuale c’è una “coda di attesa” di diversi mesi per prenotare una visita.
Nell’ambito della più generale strategia di comunicazione e posizionamento di EGO nel contesto locale, nazionale e internazionale le attività legata alle visite del sito puntano ad essere uno strumento di coinvolgimento diretto in primis della popolazione (pubblico di non esperti e studenti) più vicina al sito (comuni limitrofi, provincia di Pisa e Regione Toscana) e quindi anche di altre ragioni in Italia e di altri Paesi. Nel 2023 i visitatori di Virgo sono stati quasi 10.000. La comunicazione legata alla presenza di questi flussi, che sviluppandosi ulteriormente potrebbero avere una rilevanza di tipo turistico ed economico per il territorio che ospita Virgo, è una rilevante ricaduta dell’attività delle visite e ne mette ulteriormente in luce l’importanza strategica.
Comunicare bene i risultati della Scienza e renderli patrimonio della società civile è un dovere degli scienziati, i governi devono riconoscerne l’importanza e investire risorse, combattendo così pregiudizi e ignoranza, lavorando tutti per il bene e il progresso dell’Umanità.
*Massimo Carpinelli è direttore del Centro Ego di Cascina (Pisa) ed ex rettore dell’Università di Sassari





