#POLITICA #ULTIME NOTIZIE

La sicurezza non si risolve a colpi di slogan

“A ogni stormir di cronaca, la questione della sicurezza riesplode nella politica italiana con le sue consuete modalità: confusione, strumentalizzazione, rimozione”. Lo scrive Goffredo Buccini sul Corriere della Sera: “Dunque – osserva l’editorialista – la perniciosa tendenza a mischiare casi e cose diventa irresistibile. I maranza di Milano e il ragazzo della Spezia, le lame e le piazze in tumulto, le stazioni ferroviarie pericolose e la legittima difesa. Un’insalata di questioni che la maggioranza di destra, preoccupata per le ricadute sulla propria constituency dopo tre anni di governo dai risultati non proprio esaltanti in materia, tende a riversare in provvedimenti omnibus, talvolta confusi. E che la sinistra d’opposizione s’ostina a rigettare in toto senza produrre mai un progetto organico e alternativo, limitandosi a sbraitare sull’eterno ritorno del fascismo. In tanto caos sarebbe opportuno trovare un filo conduttore. E quel filo è, pur sempre, l’immigrazione. In qualche modo anche il folle delitto di Zouhair Atif ci riporta lì. Perché, per quanto stonata fosse la sortita del sindaco spezzino – sottolinea Buccini – sull’uso dei coltelli «solo in certe etnie», traspare da testimonianze di ex docenti il nocciolo della tragedia: il giovane assassino, primogenito d’una famiglia di onesti lavoratori marocchini che viveva in un basso di 35 metri quadrati da condividere in sei, era tentato dal radicalismo islamista. I demoni nella testa di Zouhair parrebbero, cioè, anche frutto di quella «rivolta generazionale» che Oliver Roy vede in Francia nei ragazzi di banlieue: veicoli di rabbia che vanificano gli sforzi di integrazione delle generazioni precedenti. Noi non abbiamo banlieue in senso tecnico. Ma la questione sociale, se trascurata, rischia di esploderci in faccia assieme alla frustrazione delle seconde generazioni di origine migratoria. Gli stranieri in Italia sono solo il 9% e di questa frazione gli irregolari rappresentano appena il 5,6%; ma a essi va ascritto il picco dei crimini che più spaventano. Gli stranieri regolari, invece, «hanno una propensione al crimine in linea con quella degli italiani», spiegano i ricercatori del centro studi Clean della Bocconi: non esiste, ovviamente, alcun fattore etnico o antropologico. E il problema delle migrazioni non è mai stato a mare, benché l’allarme sbarchi sia stato strumentalizzato negli anni nel modo più indecoroso. È sempre stato in terraferma. In un’accoglienza malata che ha sempre confuso categorie e disagi”.

La sicurezza non si risolve a colpi di slogan

L’impero di Valentino è un tesoro da

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti