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Rocco Commisso ci ha lasciato, tra tanti commenti sfogliamo.eu ne sceglie due

In queste ore di lutto per la scomparsa del presidente della Fiorentina Rocco Commisso si leggono tante dichiarazioni, tantissimi commenti sui social. Mi piace pubblicarli due. Il primo è di David Taddei, giornalista di fede calcistica milanista: “Non sono un tifoso viola, però la storia di Rocco Commisso mi ha sempre suggestionato. Questo italo americano di successo ma old style, quasi pre Berlusca, che torna nella sua Italia per fare business con il calcio  e che finisce per investire mezzo miliardo di dollari solo per ricevere offese dirette a lui o alla moglie e a tutta la famiglia. Lascia una società con i conti in ordine, il migliore centro sportivo d’Europa, un progetto col comune per rifare lo stadio e una squadra che forse si trova in fondo alla classifica anche per il clima di incertezza che deve aver generato,  in chi sapeva, il suo stato di salute. L’ultimo dei romantici, nel bene e nel male. L’ultimo vero mecenate del calcio italiano in mano a fondi speculativi esteri,  personaggi senza scrupoli italiani e stranieri. A me mancherai, non so ai tifosi viola”. A me, che sono tifoso viola da sempre, mancherà.

Il secondo post è di un altro giornalista, Paolo Ermini, che è stato direttore del Corriere Fiorentino e vicedirettore del Corriere della Sera: “Fiorentina di nuovo a lutto. Questa volta se n’è andato il numero uno, il presidente Rocco Commisso. Gli attacchi si sono trasformati in cordoglio e c’è chi grida all’ipocrisia. Succede sempre quando scompare un personaggio famoso e discusso. Ma io credo che per tanti fiorentini non si tratti di ipocrisia, ma di pietà cristiana. La morte traccia una linea definitiva e cambia chi vive. Le responsabilità, vere o presunte, non scompaiono, ma si eclissano i giudizi tranchants, le invettive, i j’accuse. Ed è ragionevole e umanamente apprezzabile che accada. Commisso ci lascia senza avere dato a Firenze neppure un trofeo, e non per sua colpa; in compenso la città e tutte le squadre viola ora hanno il centro sportivo più grande e bello di tutta l’Italia. Una realtà che avrà molto peso nel futuro della Fiorentina. Vedremo se la famiglia Commisso venderà e a chi. Tanti profetizzano che Rocco resterà l’ultimo presidente del club in carne ossa e prevedono il passaggio a qualche fondo internazionale. Vedremo, e valuteremo, però dovremo farlo senza pregiudizi. Il mondo del calcio e’ profondamente cambiato e ne va preso atto. A me Commisso stava simpatico perché mi piaceva la sua schiettezza. Lui ha pagato l’impatto tra la sua cultura di imprenditore facoltoso, pienamente americano nonostante le origini italiane, con la realtà di un Paese e di una città che sono il frutto di tutt’altra cultura, più umanistica che affaristica, ma soprattutto si è trovato davanti il muro dell’inefficienza burocratica, della mancanza di coraggio, dei giochi e delle piccole astuzie della politica, per lui del tutto incomprensibili. E almeno su questo fronte meritava più solidarietà e sostegno. Ho letto quello che ha scritto la sindaca Sara Funaro. Le sue parole mi sono sembrate sincere. Funaro ha voluto ribadire   la cordialita’ che c’era fra di loro e testimoniare che il rapporto era saldo. Ma e’ pur vero che negli anni scorsi il Comune si e’ tutt’altro che sbattuto per realizzare le idee di Commisso, a cominciare dal nuovo stadio.  Personalmente sarò sempre grato al Presidente per avere scelto il Corriere Fiorentino, che dirigevo quando lui sbarcò’ in città, per concedere la sua prima intervista. Non era scontato.  Esprimo le mie condoglianze più sentite alla moglie, che sempre gli stava accanto, ai figli, a tutta la famiglia e ai dirigenti della Fiorentina, a cominciare dall’ex collega Alessandro #Ferrari che, forte della fiducia di Commisso, è diventato direttore generale e che ora si trova a guidare un passaggio davvero impegnativo. Un abbraccio tutto viola”. Tra tanti commenti due sincere riflessioni.

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