Abbassare l’età punibile non basta e forse neppure serve
“La patente. Per molte persone, a quanto pare, vale più della fedina penale. Nel senso che sul piano preventivo/repressivo la minaccia della sospensione della patente, secondo gli esperti, sarebbe più efficace, poniamo, della condanna a un anno con la condizionale. Per non intasare gli uffici giudiziari e correre il rischio che le sanzioni penali vengano vanificate per vari motivi, il prossimo decreto sicurezza prevede, per esempio, che in alcune circostanze ai possessori di coltello venga sospesa la licenza di guida. Altro elemento innovativo, la responsabilizzazione dei genitori per i reati commessi da giovanissimi, soprattutto vista la nuova previsione dell’ammonizione da parte del questore nei confronti di minorenni tra i 12 e i 14 anni. È la prima volta che si abbassa fino a questo punto l’età punibile, ma è anche vero che nella storia della delinquenza minorile non si era mai visto il dilagare delle risse e dell’uso dei coltelli in una età che eravamo abituati a considerare infantile”. Ne parla Bruno Vespa su Qn in edicola nel giorno in cui un altro caso di accoltellamento di un giovanissimo accade davanti a una scuola di Frosinone. Che cosa succede? Basta abbassare l’età punibile? Penso di no. E forse neppure serve.





