#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

Venezuela, il disgelo corre sul filo Washington-Caracas

di Ariel Piccini Warschauer.

Un segnale di distensione che fino a pochi mesi fa appariva inimmaginabile. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato ieri di aver avuto una «lunga e produttiva conversazione» con la Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez. L’inquilino della Casa Bianca, parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, ha usato toni inusualmente caldi, definendo la leader venezuelana una «persona formidabile» e assicurando che il percorso di transizione nel Paese sudamericano «procede molto bene».

Il riconoscimento di Washington

Si tratta del primo contatto ufficiale noto tra i due leader dopo la caduta di Nicolás Maduro. Una telefonata che Delcy Rodríguez ha voluto subito incorniciare in un «quadro di rispetto reciproco», confermando su Telegram la natura «cortese» del colloquio. Il riconoscimento di Washington appare dunque totale, proprio mentre la Casa Bianca si prepara a ricevere María Corina Machado, figura chiave dell’opposizione e recente Premio Nobel per la Pace, per discutere il futuro democratico della nazione.

Libertà per i giornalisti

Oltre alla diplomazia delle telefonate, i segnali di cambiamento arrivano dai fatti. Il governo Rodríguez ha avviato un processo di liberazione di prigionieri politici e operatori dell’informazione che erano stati arrestati durante la stretta autoritaria seguita alle contestate elezioni del luglio 2024.

Secondo il Sindacato Nazionale dei Lavoratori della Stampa (SNTP), sono 18 i giornalisti rilasciati nelle ultime ore. Tra loro figura Roland Carreño, noto attivista di Volontà Popolare, la cui detenzione era diventata un simbolo della crisi dei diritti umani nel Paese. Insieme a lui, hanno riabbracciato le famiglie colleghi come Víctor Ugas, Nicmer Evans e Carlos Julio Rojas, molti dei quali erano stati prelevati dalle forze di sicurezza durante i mesi di protesta contro Maduro.

Le ombre: i nodi irrisolti

Nonostante l’entusiasmo di Trump, il cammino verso la normalizzazione resta in salita. La lista dei detenuti non è ancora azzerata: il sindacato della stampa segnala che almeno sei giornalisti restano dietro le sbarre in condizioni difficili. Tra questi spicca l’ex deputato Juan Pablo Guanipa, stretto alleato di Machado, la cui posizione rimane un punto di attrito tra le diverse anime che compongono il fragile equilibrio politico post-chavista.

Per il Venezuela si apre ora una fase delicata: bilanciare l’esigenza di una “pacificazione” interna con le pressioni internazionali per una democrazia piena e trasparente. La visita di Machado a Washington domani servirà a capire se il “modello Rodríguez” godrà del pieno appoggio di tutte le forze del cambiamento o se prevarranno le cautele su una transizione ancora densa di incognite.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti