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L’Artico si surriscalda e la Danimarca invia più truppe in Groenlandia

di Ariel Piccini Warschauer.

L’Artico si scalda, non solo per il clima, ma anche per la geopolitica. Sotto la pressione di Washington, che da tempo accusa Copenaghen di aver trascurato la sicurezza del Grande Nord, la Danimarca ha ufficializzato una svolta strategica: un potenziamento massiccio della propria presenza militare in Groenlandia.

L’annuncio è giunto a margine di un delicato vertice alla Casa Bianca, attraverso le parole del ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen: «Continueremo a rafforzare la nostra presenza militare in Groenlandia. Avremo un focus ancora maggiore all’interno della Nato, con più esercitazioni e una presenza strutturata dell’Alleanza nell’Artico».

La pressione degli Stati Uniti

Il cambio di rotta arriva dopo mesi di frizioni diplomatiche. Gli Stati Uniti considerano la Groenlandia un avamposto vitale per monitorare i movimenti sottomarini russi e le ambizioni commerciali cinesi. Il presidente USA, commentando la necessità di una linea dura e coesa, ha inviato un messaggio chiaro: ogni esitazione nel blindare l’isola dal punto di vista militare «sarebbe un vero problema», sottolineando come la difesa del quadrante polare non sia più rimandabile.

«Scegliamo la Danimarca»: il fronte comune con Nuuk

A blindare l’intesa è intervenuto anche l’omologo groenlandese, Jens-Frederik Nielsen. Nonostante le spinte indipendentiste che ciclicamente attraversano l’isola, il messaggio politico uscito dal vertice è di totale unità: «Scegliamo la Danimarca», ha ribadito Nielsen, confermando che la sicurezza della Groenlandia resterà saldamente legata a Copenaghen e, di riflesso, all’ombrello della NATO.

Verso il 2026: i punti del piano

Il piano danese non è solo una dichiarazione d’intenti, ma una tabella di marcia con scadenze precise. Il 2026 sarà l’anno chiave per l’implementazione delle nuove attività: Con l’aumento del contingente, un incremento dei reparti stanziali sull’isola e la Programmazione di manovre congiunte per testare la reattività in condizioni estreme. Il governo danese punta poi a investire nella Sorveglianza tecnologica, con il potenziamento dei sistemi radar e di monitoraggio satellitare. Verrà poi creato un tavolo permanente tra Copenaghen e gli Alleati della NATO per coordinare le nuove attività difensive.

Perché l’Artico scotta

La Groenlandia è diventata il cuore di una nuova “Guerra Fredda” per tre ragioni fondamentali: 1. Rotte commerciali: Il passaggio a Nord-Ovest, reso navigabile dallo scioglimento dei ghiacci, accorcia i collegamenti tra Europa e Asia. 2. Materie prime:L’isola custodisce immensi depositi di terre rare e minerali critici. 3. Difesa missilistica: La posizione geografica è essenziale per i sistemi di allerta precoce del Nord America.

Con questa mossa, la Danimarca smette di essere il “anello debole” della difesa artica, riallineandosi pienamente alle priorità del Pentagono e trasformando la Groenlandia nel bastione settentrionale della Nato.

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