Per Cerno il presidente Usa ha risvegliato un Occidente morente
“Meno male che Trump c’è – scrive il direttore Tommaso Cerno (nella foto) sul Giornale -. E ha risvegliato, all’ultimo respiro, un Occidente morente. Ha riaperto i dossier mondiali prima che la Cina facesse a brandelli il vecchio mondo anestetizzato da woke, green e propaganda islamista. Non so se piaccia agli americani, ma a me – che americano non sono – frega poco. Perché mentre qui la sinistra ride e lo sbeffeggia, è solo grazie a lui che si è cominciato a parlare di trattativa per l’Ucraina, si è mostrato anche in Europa il vero volto di Hamas. E oggi quello dell’Iran. Mentre la sinistra, ossessionata, si trova schierata come antagonista tout court. Al fianco di dittatori, teocrati e regimi che disprezzano i diritti umani e la democrazia.
Basta vederli, in piazza per Maduro mentre Alberto Trentini torna a casa o là a sbaciucchiarsi con Mohammad Hannoun in carcere con l’accusa di finanziare Hamas e la jihad globale. Ma soprattutto una sinistra assente di fronte all’ecatombe di Teheran. Di fronte al peggiore dei regimi. Di fronte all’ayatollah che uccide quel popolo di giovani, donne, gay, lesbiche, scrittori e intellettuali che gridano il nome di Donald Trump in piazza. Dal ventre del Pd si sono levate le prime voci flebili a chiedere a Schlein di schierarsi dalla parte giusta. E se io, che magari esagero, vorrei la fine (in senso letterale) di Khamenei, ho il timore che quella del Pd sia una finta. Perché stare con l’Iran significa agire con l’Occidente. E non fare i soliti distinguo perché a combattere quel regime sarà ancora una volta Trump”.






