Pochi ordini e poco lavoro ma il distretto del tessile di Prato non si rassegna
“Il tessile e l’abbigliamento rimangono ancorati al trend del 2025: l’anno nuovo, al momento, non sta mostrando segnali di inversione di tendenza, caratterizzato da pochi ordini e di conseguenza poco lavoro” osserva Sara Bessi su La Nazione in un articolo che si occupa della situazione di Prato. “Continuano ad arrivare, con lo stesso ritmo, le richieste preventive di cassa integrazione ordinaria nel distretto pratese – commenta Juri Meneghetti, segretario generale della Filctem Cgil Prato Pistoia – Al momento non ci sono segnali di inversione di tendenza”. Un persistere nella domanda preventiva che al momento riguarda le aziende del tessile, per quelle dell’artigianato si dovranno attendere, con il ritorno dalle vacanze natalizie, le assemblee con i sindacati.
La novità del 2026 è che le richieste sono diluite per diversi mesi e non si limitano alle prime settimane dell’anno in corso. “Le richieste coprono, in gran parte, gennaio, febbraio e marzo, segno che non c’è ancora visibilità certa di ordini per le prossime settimane – dice Meneghetti a La Nazione – Tanti lavoratori e lavoratrici sono interessati da ammortizzatori sociali oramai da molti mesi ed hanno visto ridursi di conseguenza i propri salari”.
“Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, diciamo che siamo di fronte ad una ripartenza molto lenta – aggiunge Mirko Zacchei, segretario generale Femca Cisl Firenze e Prato – Notiamo una fermezza mai vista prima nel trend di domande preventive di cassa integrazione per le aziende del tessile e dell’abbigliamento per il distretto pratese. Ma la stessa tendenza vale anche per altri distretti, come quello della concia e della pelletteria. Le nostre piccole medie imprese, come orditure, spalmature e filature fanno fatica ad andare avanti. Il motivo? Ancora una volta perchè mancano ordini e il mercato è fermo per più questioni, da quella geopolitica al fatto che i grandi brand si muovono con più calma, finiscono quanto presente nelle scorte e in molti si stanno riassettando per essere più competitivi su un mercato profondamente instabile”.
Il distretto, però, non intende mollare, commenta il quotidiano, e continua sulla strada della resilienza e degli investimenti guardando al futuro. Basti pensare all’operazione avviata dell’associazione Cardato riciclato pratese per il riconoscimento del marchio di qualità Igp per il prodotto iconico qual è il cardato, Un riconoscimento per il quale le oltre cento aziende che già aderiscono al progetto hanno dato avvio a percorsi burocratici sia a livello nazionale che a livello europeo con il supporto delle realtà di categoria, oltre che della politica con l’iniziativa di metà dicembre scorso al Parlamento con Erica Mazzetti (nella foto), deputata pratese di Forza Italia, e il viceministro Valen






