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Che succede in Israele, trema il cerchio magico di Netanyahu

di Ariel Piccini Warschauer.

Non c’è pace per lo staff di Benjamin Netanyahu. Un nuovo terremoto giudiziario scuote le fondamenta di via Smolenskin, il quartiere generale del primo ministro israeliano. All’alba di oggi, gli agenti dell’unità Lahav 433 – l’FBI israeliana specializzata in crimini di alto profilo – hanno fatto irruzione nell’abitazione di Tzachi Braverman, potentissimo capo di gabinetto del Primo Ministro, portandolo in caserma per un interrogatorio fiume in stato di fermo.

L’accusa: ostacolo alla giustizia

L’inchiesta ruota attorno a un presunto tentativo di insabbiamento del cosiddetto “Bild-gate”, lo scandalo scoppiato mesi fa riguardante la fuga di documenti segreti dell’intelligence militare verso il tabloid tedesco Bild. Secondo gli inquirenti, quelle carte sarebbero state manipolate per costruire una narrativa favorevole a Netanyahu e sabotare le trattative sugli ostaggi, attribuendo ogni colpa del fallimento a Hamas.

Braverman è ora accusato formalmente di intralcio alla giustizia. Avrebbe agito nell’ombra per “congelare” le indagini interne prima che diventassero di dominio pubblico, cercando di proteggere l’ufficio del Premier dalle pesanti responsabilità penali legate alla gestione di segreti di Stato.

Il “tradimento” del portavoce

A incastrare il capo di gabinetto sarebbe stata la confessione shock di Eli Feldstein, l’ex portavoce del Premier già in arresto per la fuga di notizie. Feldstein avrebbe rivelato agli inquirenti che Braverman era perfettamente a conoscenza dell’indagine segreta già mesi fa e che gli avrebbe assicurato protezione totale: “Non preoccuparti, bloccherò tutto io”, sarebbe stato il messaggio del braccio destro di Netanyahu.

La posizione di Braverman appare ora delicatissima non solo sul piano legale, ma anche diplomatico: il suo nome era infatti nella “shortlist” per diventare il prossimo ambasciatore di Israele nel Regno Unito, una nomina che ora appare definitivamente tramontata.

L’ufficio di Netanyahu sotto assedio

Dall’ufficio del Primo Ministro filtrano note di smentita e accuse di “persecuzione politica”, ma il clima a Gerusalemme è plumbeo. È la prima volta che un funzionario di così alto rango, custode dei segreti più intimi del Premier, finisce in manette.

Mentre Netanyahu cerca di compattare la sua coalizione attorno alla minaccia iraniana, i corridoi del potere tremano: il timore è che Braverman, per evitare il carcere, possa decidere di collaborare, svelando fin dove arrivasse la consapevolezza del Primo Ministro in quello che molti già definiscono il più grave scandalo sulla sicurezza interna della storia recente d’Israele.

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