Beghe reali, Harry torna a Londra ma il Re resta in Scozia
di Ariel Piccini Warschauer
Dal 19 gennaio il Duca di Sussex sarà in tribunale contro i tabloid. Un ritorno blindato in cui, tra impegni ufficiali e strategie d’immagine, non ci sarà spazio per un abbraccio con Carlo III.
Il 19 gennaio segna l’inizio del nuovo capitolo nella “crociata” personale del Principe Harry contro la stampa britannica. Il palcoscenico è l’aula 73 della High Court di Londra; la sfida è quella contro Associated Newspapers, l’editore del Daily Mail. In palio non ci sono solo 38 milioni di euro di risarcimento, ma una battaglia di principio sulla violazione della privacy che vede Harry schierato accanto a star del calibro di Elton John, Liz Hurley e Sadie Frost.
Eppure, oltre le carte bollate e le accuse di intercettazioni illegali, l’attenzione mediatica è tutta rivolta a un incontro che, con ogni probabilità, non avverrà mai: quello tra il principe ribelle e suo padre, Re Carlo III. Mentre Harry si preparerà a testimoniare ancora una volta sulle intrusioni dei media nella sua vita privata, il Re sarà lontano. Ufficialmente, si tratta di una questione di agenda: dopo le fatiche delle festività natalizie, Carlo III si ritirerà per un periodo di riposo in Scozia, tra le nebbie rigeneranti delle Highlands.
Tuttavia, dietro la quiete scozzese si nasconde una strategia comunicativa precisa. Carlo non sembra intenzionato a concedere nemmeno un fotogramma che possa associare la Corona alle battaglie legali del figlio. Se Harry ha scelto la via dello scontro frontale con i tabloid, il Re resta fedele al dogma di Elisabetta II e del Principe Filippo: mai scendere nell’arena giudiziaria contro la stampa.
La “dimostrazione di forza”
L’avvocato di Harry, David Sherborne, ha chiesto a tutti i querelanti di essere presenti all’apertura del processo per una “dimostrazione di forza”. Si preannuncia un lungo défilé di segreti inconfessabili e intimità violate, un processo che durerà almeno nove settimane e che promette di scuotere nuovamente le fondamenta del sistema mediatico inglese.
In questo scenario, il silenzio di Buckingham Palace parla più di mille comunicati. Evitare Harry non è solo una scelta di calendario, ma un modo per proteggere l’istituzione monarchica da un polverone mediatico che rischia di travolgere chiunque vi si avvicini. Il 19 gennaio si apriranno le porte del tribunale, ma quelle del cuore del Re, per ora, restano serrate.






