Crans-Montana, il padre del gestore tra disperazione e difesa del figlio
di Ariel Piccini Warschauer
Otto giorni di lutto, macerie e un silenzio irreale che avvolge le vette del Vallese. Mentre la Svizzera si ferma per il lutto nazionale in memoria delle 40 vittime dell’incendio al “Constellation”, il fronte giudiziario subisce un’accelerazione. Jacques Moretti, proprietario e gestore della struttura, è stato arrestato e trasferito in carcere in detenzione provvisoria. L’accusa è pesantissima: omicidio colposo plurimo aggravato.
Dalla Corsica, terra d’origine della famiglia, rompe il silenzio Jean Mathieu Moretti, padre dell’indagato. Lo fa con la voce di chi si sente schiacciato tra il dolore per una tragedia immane e la scure di un’opinione pubblica che ha già emesso la sua sentenza di condanna definitiva.
«Non siamo dei delinquenti, siamo una famiglia perbene», ripete Jean Mathieu, cercando di respingere l’etichetta di “gestori avidi, negligenti e privi di scrupoli” che circola con insistenza tra i media italiani, francesi ed elvetici. La sua è una difesa accorata dell’onore familiare: «Mio figlio è devastato dal dolore per le vittime. Siamo una famiglia distrutta, ma non accettiamo la stigmatizzazione, non accettiamo di essere trattati come dei criminali».
La linea difensiva sostenuta dalla famiglia punta a derubricare l’accaduto a una “fatale tragicità, che poteva accadere anche ad altri gestori della zona”. Per Vittorio Moretti, “mio figlio non è un criminale, ma un imprenditore che ha sempre lavorato con grande passione, e che in passato è stato accusato ingiustamente dalle autorità francesi per gravi reati che poi, si sono sgonfiati”. Ma Vittorio Moretti cerca anche di respingere le accuse di negligenza grave, sostenendo che Jacques “avesse effettuato tutti i lavori di ammodernamento”, e che il locale fosse in regola. Il riferimento è alla rabbia che monta tra i parenti dei 116 feriti — molti dei quali ancora in condizioni gravissime — e dei quaranta ragazzi morti nella notte di Capodanno. Famiglie che oggi chiedono risposte precise su responsabilità, materiali scadenti, uscite di sicurezza ostruite e presunte violazioni delle norme anti-incendio durante gli ultimi lavori di ristrutturazione del locale.
L’inchiesta nel Vallese
Il procuratore del Canton Vallese non sembra intenzionata a fare sconti. L’istruttoria per «omicidio, lesioni e incendio per negligenza» punta a chiarire come il Constellation si sia potuto trasformare in una trappola di fuoco in pochi secondi. La decisione di arrestare Moretti e trasferirlo in carcere, presa dai giudici elvetici, suggerisce che il rischio di inquinamento probatorio o di fuga sia stato ritenuto un elemento concreto.
Mentre le autorità svizzere passano al setaccio i permessi edilizi e la qualità dei rivestimenti utilizzati nel locale, la comunità di Crans-Montana resta sospesa in un sentimento di rabbia, costernazione e un profondo desiderio di giustizia.






