Per un Leone che parte una tigre che arriva al Santa Maria della Scala
Cristiano Leone potrebbe presto lasciare la presidenza della Fondazione Santa Maria della Scala a Siena per assumere un importante incarico a Roma. Dell’argomento parla Pierluigi Piccini che fin da quando era sindaco di Siena ha posto molta attenzione alla trasformazione e allo sviluppo di quello che era l’antico ospedale di Siena e ora diventato un po’ museo, un po’ sale per mostre, un po’ tutto e un po’ niente.
Cristiano Leone è stato ammesso alla shortlist per la direzione di due musei statali autonomi: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo. Due candidature legittime. Ma che rendono inevitabile una domanda: quale progetto culturale è mai stato pensato per il Santa Maria della Scala? Si chiede Piccini.
”La nomina di Leone non è stata casuale. È stata una scelta politica rivendicata dal sindaco Nicoletta Fabio come uno dei passaggi qualificanti del proprio mandato. Il presupposto era esplicito: quella presidenza doveva portare risorse. Non un progetto culturale definito, ma la capacità di intercettare finanziamenti, sponsor, attenzione ministeriale. In una parola: denaro. Su questa promessa si è costruito un racconto. Nuove relazioni, sponsor interessati, rinnovata attenzione dal Ministero. Si parlava dei fondi del ministro Alessandro Giuli come di un passaggio decisivo per il rilancio del complesso. Poi arriva il rendiconto. Non risultano risorse effettivamente disponibili. Non risultano fondi ministeriali concretamente entrati. Non risultano sponsor formalizzati. Non risultano finanziamenti spendibili. E ora arrivano due candidature che rivelano l’orizzonte temporale che Leone aveva in mente quando ha accettato l’incarico”. E per un Leone che parte arriverà una tigre?






