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Che succede in un mondo in fibrillazione, scambio di detenuti tra Parigi e Mosca

di Ariel Piccini Warschauer 

L’annuncio del rilascio è arrivato nel primo pomeriggio di giovedì. Vinatier, arrestato a giugno con l’accusa di spionaggio, è già atterrato in Francia. Il Cremlino ottiene il ritorno del talento del basket Daniil Kasatkin, fermato a Parigi su mandato USA per cyber-truffe.

La liberazione e il video del FSB

Le immagini diffuse dai servizi di sicurezza russi (FSB) mostrano un Laurent Vinatier visibilmente dimagrito, vestito di nero, mentre lascia il penitenziario sotto scorta. Il ricercatore francese, 49 anni, era detenuto dal giugno 2024 con l’accusa di non essersi registrato come «agente straniero» e di aver raccolto informazioni sensibili sulle attività militari russe.

Dopo mesi di tensioni diplomatiche, il rilascio è avvenuto giovedì 8 gennaio. Vinatier è stato imbarcato su un volo diretto in Francia e, una volta atterrato nel pomeriggio, è stato immediatamente accolto dalle autorità al Quai d’Orsay.

Chi è Daniil Kasatkin, il “cestista-hacker”

Il prezzo della libertà di Vinatier è stato il rilascio di Daniil Kasatkin, 26 anni, astro nascente del basket russo in forza al MBA Mosca. La parabola di Kasatkin sembra uscita da una spy-story: il giovane atleta è stato arrestato lo scorso giugno all’aeroporto Roissy-Charles de Gaulle di Parigi, mentre si trovava in vacanza con la fidanzata.

Sulla sua testa pendeva un mandato di cattura internazionale emesso dagli Stati Uniti. Secondo l’FBI, Kasatkin avrebbe fatto parte di un sofisticato network di pirati informatici responsabile di attacchi ransomware contro oltre 900 aziende e due agenzie federali americane tra il 2020 e il 2022. Il suo ruolo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di negoziare il pagamento dei riscatti.

La difesa: «È un atleta, non sa usare il PC»

Nonostante le pesanti accuse americane, la difesa di Kasatkin ha sempre sostenuto una versione opposta. Il suo legale, Maître Frédéric Bélot, ha descritto il cestista come una vittima di un errore colossale: «È negato per l’informatica, non sa nemmeno installare un’app. Aveva comprato un computer usato: o è stato hackerato a sua insaputa, o il vero pirata glielo ha venduto per agire sotto copertura».

Durante la detenzione in Francia, Kasatkin aveva denunciato il rapido deterioramento della sua condizione fisica, lamentando la perdita di massa muscolare e l’impossibilità di allenarsi, fattori che mettevano a rischio la sua carriera sportiva.

Un nuovo capitolo della “diplomazia degli ostaggi”

Con questo scambio, Mosca e Parigi chiudono un caso spinoso, confermando una tendenza sempre più frequente nei rapporti tra Russia e Occidente: l’uso di cittadini stranieri o figure di rilievo come pedine di scambio per riportare in patria connazionali detenuti all’estero. Mentre Vinatier riabbraccia la famiglia a Parigi, Kasatkin è rientrato in Russia, dove è stato accolto come un cittadino ingiustamente perseguitato dall’Occidente.

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