#CULTURA #TOSCANA

Il padre di Pinocchio ha 200 anni, un libro per ricordare Carlo Lorenzini

Nell’anno nuovo verrà presentato al pubblico un agile volumetto scritto da Roberto Pizzi, dal titolo “Carlo Lorenzini – padre di Pinocchio – a 200 anni dalla sua nascita”, il quale contiene anche una preziosa prefazione di Stefano Bisi. E’ edito da Maria Pacini Fazzi Editore.

Tale iniziativa editoriale intende rendere onore a questo scrittore,  mazziniano, spirito critico, educatore e pedagogo. Di recente, per dare impulso e valorizzazione anche a livello nazionale  alla prossima ricorrenza della nascita del “padre di Pinocchio” , si è provveduto da parte del Ministero della Cultura alla nomina alla presidenza della “Fondazione Carlo Lorenzini” di uno storico e letterato di prestigio quale Giordano Bruno Guerri.

Carlo Lorenzini, alias Collodi, autore dell’opera tra le più tradotte e diffuse al mondo è ricordato anche da presidente della Regione Eugenio Giani,  ha recentemente definito  il personaggio di questa  favola eterna “un simbolo universale della Toscana”.

Anche Pizzi, nel suo lavoro editoriale  ricorda e specifica  le origini della madre di Carlo Lorenzini, Angiolina Orzali, nativa di Veneri di Collodi,   frazione del Comune di Pescia,  parte integrante della Lucchesia, come tutta la Valdinievole, fino al 1928, quando fu destinata alla neo costituita provincia di Pistoia. Dello scrittore, sottolinea , poi, che fu un uomo del Risorgimento al quale partecipò direttamente come  soldato, giornalista, uomo di cultura; poi come scrittore per bambini, durante la costruzione della nuova nazione. Nel periodo post unitario la sua opera si riversò nel campo dell’educazione delle giovani generazioni, nelle quali confidava per riaffermare gli ideali delusi dalla conclusione di un Risorgimento che non era quello da lui sognato.  Ma il personaggio era scomodo, difficile, non funzionale al potere, o come si usa dire oggi, non “politically correct”, per cui, deliberatamente o meno, finiva per subire un’immeritata operazione di rimozione della sua figura. Nel suo libro, Pizzi  affronta anche il rapporto di Collodi con la Massoneria, ipotesi verosimile dati gli “ambienti”  frequentati  da Lorenzini, che furono inequivocabilmente quelli degli artisti, del giornalismo  laico-pedagogico, del mondo mazziniano,che rendono logico e coerente la sua iniziazione libero – muratoria.   

Importante per l’autore sono anche le iniziative  atte ad esaltare quei valori di Laicità contenuti nelle “Avventure di Pinocchio”,  che sono  necessari in un mondo funestato ancora dal  fanatismo e dall’integralismo. Da riportare, in proposito, un giudizio contenuto  in un supplemento culturale  di un importante quotidiano nazionale di questi giorni, che venne da un grande scrittore grossetano, Luciano Bianciardi, il quale in modo entusiasta  scriveva del burattino di legno, dicendo che il racconto di Pinocchio era “straordinariamente bello, pulito, laico”.

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