#CULTURA

Il valore del dissenso nel ricordo di una vecchia canzone

di Luigi Di Corato.

Governi “democratici” sempre più liberticidi e violenti, diritto calpestato in nome del potere economico e militare, valori e ideali contraffatti da retrotopie confezionate con l’AI… insomma oggi non c’è di che annoiarsi. Per citare una vecchia canzone, mi chiedo sempre più spesso: “ma c’è chi dice no?”. La risposta è si. Reporter senza frontiere ha da poco reso noto che nel 2025 sono stati uccisi 67 giornalisti e che 503 sono detenuti in 47 Paesi. Se poi esaminiamo i dati messi a disposizione da Front line defenders che mette in luce la situazione dei difensori dei diritti umani (HRD) in 105 Paesi, viene davvero la pelle d’oca: in un anno sono oltre trecento gli omicidi e migliaia sono gli abusi tra arresti arbitrari, minacce, azioni legali e sorveglianza illegale, con arbitrarietà e criminalizzazione come fenomeni diffusi, per persone che combattono, tra le altre cose,  per i diritti delle donne, dei popoli indigeni, per i diritti ambientali. Persone comuni, che fuori dai riflettori dicono semplicemente “no” con i fatti, senza clamore, dove serve, senza se e senza ma. Qualcuno dice loro “grazie”? La Giornata mondiale dei diritti umani del 10 dicembre 2025 riafferma che, in un “contesto di incertezza e disorientamento, i diritti umani non sono principi astratti, ma elementi essenziali della vita quotidiana, capaci di generare fiducia, consapevolezza e azione collettiva”. Oggi è lecito chiedersi come tutto ciò possa essere riaffermato su scala globale. Come il pacifismo possa tornare ad essere un valore centrale per la democrazia. In che modo possa essere difeso il dissenso come valore comune, da preservare ed accogliere per il benessere stesso della democrazia e non da osteggiare per alimentare polarizzazioni funzionali alla violenza di sistema. Credo che la risposta sia nell’avere il coraggio di dire semplicemente “no”, perché altri possano fare lo stesso e che dal dissenso rinasca il dialogo, per alimentare quella democrazia di cui abbiamo sempre più bisogno se non vogliamo essere costretti a dire sì, un giorno non troppo lontano, dal pugno del più forte.

Il valore del dissenso nel ricordo di una vecchia canzone

Sul centro storico di Siena la neve

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