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L’indignazione per Gaza convive con l’indifferenza verso Kiev

“C’è un problema europeo e uno italiano – scrive Angelo Panebianco sul Corriere della Sera-. Il venir meno della solidarietà fra Stati Uniti ed Europa e la scelta americana di agire secondo un interesse esclusivamente nazionale lasciano l’Europa sola con le proprie debolezze. In molti Paesi crescono correnti illiberali, nazionaliste, ostili alle libertà individuali e spesso indulgenti verso la Russia e la sua politica neo-imperiale. Nessuna grande democrazia europea è del tutto al riparo. In Italia il fenomeno assume tratti particolarmente evidenti. I sondaggi mostrano una quota rilevante di cittadini disposti ad abbandonare l’Ucraina, poco preoccupati dall’espansione militare russa e dalle sue ricadute sull’Europa. Orientamenti che trovano eco in partiti di destra e di sinistra, in settori dell’associazionismo e tra numerosi intellettuali, contribuendo a rafforzare un clima anti-occidentale. Non è una novità. L’Italia è storicamente attraversata da forti correnti illiberali, ostili ai valori della democrazia liberale, del pluralismo e della rule of law. Da qui anche la diversa percezione delle vittime dei conflitti: l’indignazione per Gaza convive con l’indifferenza verso l’Ucraina, Paese europeo sostenuto dall’Occidente. La democrazia italiana ha retto finora anche grazie all’inserimento in un sistema occidentale che la proteggeva. Quel sistema oggi si sta dissolvendo. In un contesto internazionale più instabile e con tensioni interne persistenti, potrebbe diventare necessario ricorrere a grandi coalizioni per garantire la tenuta democratica. Tramontata la pax americana, il futuro italiano dipenderà in larga misura dalla capacità delle democrazie europee di cooperare, spinte dall’istinto di sopravvivenza”.

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Il dopo Maduro tra potere dei clan

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