Siamo (la città) del gatto
Stefano Bisi.
Non resta che affidarsi a Olimpia, World Winner 2026 al Fif World Show di Amsterdam, uno degli appuntamenti più prestigiosi della felinofilia mondiale, che ha riunito allevatori provenienti da Paesi come Brasile, Cina, Messico, Stati Uniti e molte nazioni europee. Olimpia è la gatta dell’allevamento senese Elinor Woods, fondato nel 2015 da Lenora Burchianti ed Erika Boschi. E Siena gioisce per questa vittoria che è il frutto di tanti anni di lavoro scientifico accurato e di passione.
Siena è (del gatto), perché si avvicina l’ora dell’assemblea degli azionisti della Banca Monte dei Paschi che se le previsioni della vigilia saranno azzeccate dirà “no” alla proposte del consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni di ops su Banco Bpm e Banca Generali, al dividendo straordinario e alla fusione con Mediobanca.
La deputazione amministratrice della Fondazione Monte dei Paschi deciderà mercoledì 28 ottobre se dar retta alla deputazione generale che ha suggerito di dire “sì” al cda della banca oppure le diplomazie di questi giorni potrebbero aver ammorbidito la posizione di Palazzo Sansedoni facendo virare gli organi verso la scelta personale del presidente Riccardo Coppini. Chissà? Gli spifferi ci sono ma spesso sono contrastanti su questo voto della Fondazione Mps che ha un grande valore dal punto di vista simbolico. Ma più che i simboli, nel mondo della finanza contano i danei, gli sghei, i lilleri, i guaini, secondo i dialetti.
E giovedì mattina gli azionisti saranno attesi dal sit in promosso dai sindacati Cgil, Cisl e Uil davanti all’auditorium di viale Mazzini. Hanno chiesto la partecipazione delle istituzioni locali e delle associazioni di categoria per una mobilitazione sindacale purtroppo tardiva. La voce (sbaiardare) e le relazioni (contatti) andavano utilizzati un po’ prima, ma la timidezza e la paura di schierarsi dalla parte dello sconfitto ha fatto perdere tempo prezioso e, forse, la partita. C’è chi spera nell’Antitrust, chi nella Bce, chi in un miracolo dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Ma chi visse sperando non fece una bella fine e allora nascono i rimpianti: il sindacato poteva fare di più, qualche relazione poteva essere messa a frutto. Nulla o quasi è stato fatto.
Ad esempio, il direttore di Qualivita Mauro Rosati ha per amici il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, di cui si fida Giorgia Meloni e un po’ meno la sorella Arianna, e l’ex ministro e senatore pentastellato Marco Patuanelli. Sono stati attivati? Rosati risponderà che lui, per colpa di uno spiffero di sfogliamo.eu, è stato trombato nella corsa alla Fondazione Monte dei Paschi e quindi ora sono cavoli vostri/nostri. E il cardinale Augusto Lojudice è stato sollecitato a parlare con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che avrebbe potuto esercitare un ruolo pesante nella vicenda? E in Europa qualcuno ha pensato a Carlo Comporti, capo della Consob europea? Il fratello Gian Domenico è il legale della Società esecutori di Pie disposizioni, l’ente di cui è vicario Riccardo Coppini che è anche presidente della Fondazione Monte dei Paschi e quindi non sarebbe stato difficile parlarci per capire.
Insomma, qualcosa poteva e doveva essere fatto, ma forse sbaglio. Qualcosa è stata fatta davvero. In quale direzione “non sappiamo non sappiamo”.





